
(09.07.2025) I rischi congiunturali a livello mondiale continuano a gravare sull’economia elvetica. Secondo l’organizzazione mantello Economiesuisse, la crescita subirà un rallentamento nel 2025, attestandosi all’1,1% del PIL, per raggiungere l’1,4% nel 2026, un livello inferiore al suo potenziale.
In un contesto segnato dalle incertezze dovute alle barriere doganali statunitensi e alle persistenti tensioni geopolitiche, lo scenario di riferimento di Economiesuisse prevede un aumento moderato dei dazi doganali (fino al 10%) e un rafforzamento del protezionismo senza escalation significativa. Secondo l’indagine condotta dall’organizzazione mantello nel maggio 2025, il 25% delle imprese indica l’introduzione di nuovi dazi doganali come principale rischio congiunturale, mentre il 24% menziona l’incertezza congiunturale. Seguono l’indebolimento della domanda (21%) e la burocrazia (15%).
Secondo Economiesuisse, i notevoli risultati commerciali del primo trimestre 2025 mascherano una realtà più complessa. In apprensione per l’introduzione delle barriere doganali, attese per aprile 2025, gli operatori economici di tutto il mondo hanno infatti aumentato le loro scorte. Pertanto, gli esperti temono che la domanda sui mercati internazionali possa indebolirsi nei prossimi mesi, con un conseguente calo delle esportazioni svizzere.
Le prospettive economiche appaiono quindi offuscate dalla congiuntura mondiale. Gli esperti prevedono un leggero aumento del tasso di disoccupazione, che dovrebbe raggiungere il 3% entro la fine del 2025 (contro il 2,8% di maggio 2025) e il 3,1% nel 2026. Si prevede, inoltre, un rallentamento dell’inflazione allo 0,3% nel 2025 (contro l’1,1% nel 2024). Ciononostante, l’aumento dei prezzi potrebbe subire un’accelerazione nel 2026, con una media dello 0,8%.
Ultima modifica 09.07.2025