La politica svizzera sulla crescita

Grafico con linea di crescita rossa a forma di freccia.

Per stimolare l’economia svizzera, la Confederazione ha instaurato una vasta politica di crescita. Le sue misure concernono anche le PMI. Presentazione.

Un’economia più produttiva, risolutamente aperta, in particolare verso l’UE, capace di resistere ai colpi congiunturali e di costruire una prosperità sostenibile: questo è l’obiettivo della politica di crescita avvallata nel giugno 2016 dal Consiglio federale.

In questa strategia 2016-2019, la produttività figura come asse prioritario. Quasi la metà delle 14 misure citate in questo rapporto vi si riconducono. La produttività è prevista nel senso più ampio del termine da parte del Consiglio federale: implica l’apertura dell’economia, la soppressione degli intralci al commercio e l’estensione sempre più importante dei mercati e degli sbocchi per le imprese. In questo contesto, il mantenimento degli accordi bilaterali con l’UE è da considerare indispensabile, in particolare per poter permettere alle imprese di continuare a reclutare la manodopera qualificata di cui necessitano.

Inoltre, la politica svizzera di crescita prevede anche delle misure per le PMI volte al mercato locale. Lo scopo è di evitare una disparità tra le imprese attive in settori competitivi d’esportazione e quelle che si limitano alla domanda interna, affrontando costi strutturalmente più elevati.

Le recenti turbolenze economiche, in particolare l’abbandono della soglia minima di cambio tra euro e franco svizzero, incitano il Consiglio federale ad incoraggiare la resilienza dell’economia, ovvero la capacità degli attori ad incassare i colpi. Si tratta del secondo asse della politica 2016-2019. Il terzo mira a ricercare una crescita sostenibile, che generi il meno possibile effetti collaterali negativi.

Selezione delle misure che si rivolgono soprattutto alle imprese nella politica svizzera nell’ambito della crescita 2016-2019:

  1. Mantenimento e sviluppo delle relazioni bilaterali con l’UE
    Rinnovare e mantenere gli accordi bilaterali permetterà alle imprese di continuare ad accedere ad una manodopera qualificata e porterà una sicurezza giuridica indispensabile per guadagnare la fiducia dei partner economici. Senza questa strategia, il PIL svizzero diminuirebbe dal 5 al 7% entro il 2035, secondo le stime.
  2. Estensione dell’accesso al mercato per le imprese svizzere
    Si tratta di incoraggiare il commercio estero e la competitività rafforzando gli accordi di libero scambio esistenti e stringendone di nuovi, in particolare nel quadro dell’OMC.
  3. Introduzione di un quadro generale e di condizioni di concorrenza adattate all’economia digitale
    La digitalizzazione è vista come una fonte di opportunità e di crescita. Il Consiglio federale desidera introdurre condizioni quadro che permettano l’innovazione e lo sviluppo di soluzioni da parte delle imprese, così come la formazione degli impiegati.
  4. Liberalizzazione del mercato dell’elettricità e regolamentazione del mercato del gas
    Questa apertura integrale – decisa per l’elettricità, non ancora per il gas – deve ridurre i prezzi dell’energia e alleggerire così le imprese, permettendo loro di guadagnare in competitività. L’apertura alla concorrenza deve anche permettere di migliorare la qualità dell’offerta.
  5. Sgravio amministrativo e miglioramento della regolamentazione per le imprese
    Le misure esistenti per ridurre gli oneri amministrativi verranno mantenute ed estese.
  6. Rafforzamento della concorrenza sul mercato interno attraverso la facilitazione delle importazioni
    La semplificazione delle procedure doganali implicherà risparmi diretti per le società consumatrici di prodotti intermediari, o indiretti, attraverso lo sgravio degli oneri amministrativi in questo settore. L’IVA all’importazione potrebbe essere semplificata.
  7. Politica agricola 2022-2025 : sviluppo coerente della politica agricola
    L’attuale politica agricola non verrà rimessa in discussione ma per il periodo 2022-2025 sono previste delle riforme che implicano in particolare degli incentivi mirati, i quali dovrebbero comportare un aumento da 400 a 600 milioni di franchi, con ricadute positive sul commercio al dettaglio, il turismo e la gastronomia.
  8. Secondo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050
    Sono previste tasse d’incentivazione sull’elettricità e i combustibili per contribuire alla riduzione del consumo di energia, e quindi del gas ad effetto serra, ma si prevedono degli sgravi per le imprese la cui produzione e i cui sistemi necessitano di molta energia. 
  9. Legislazione inerente il clima dopo il 2020
    
Per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra è prevista la tassa sul CO2 applicata ai combustibili, ma anche in questo caso verranno praticate delle eccezioni per le imprese che generano molto CO2.
  10. Utilizzo più efficace e sviluppo mirato delle infrastrutture di trasporto
    Sono previste misure di fluidificazione e di intensificazione del traffico stradale e ferroviario, le quali dovrebbero avere un impatto positivo sulla competitività delle imprese, riducendo i costi legati agli incidenti e al tempo perso a causa degli ingorghi. 

Fonti: Politica di crescita 2016-2019 del Consiglio federale


Abbonati alla nostra Newsletter gratuita per conoscere le ultime novità (iscrizioni in alto a destra).


Informazione

Ultima modifica 22.05.2018

Inizio pagina

https://www.kmu.admin.ch/content/kmu/it/home/politica-pmi/politica-pmi-fatti-e-cifre/politica-svizzera-di-crescita.html