Registrazione dell’orario di lavoro: un obbligo per i datori di lavoro

Anche se la frontiera tra vita privata e professionale si assottiglia sempre più per gli impiegati, il conteggio delle ore di lavoro dei dipendenti resta un obbligo per i datori di lavoro. Scorcio sul quadro legale.

Ogni datore di lavoro ha l’obbligo legale di documentare l’orario di lavoro dei suoi dipendenti. La base giuridica si ritrova nell’art. 46 della legge sul lavoro (LL)  e all’articolo 73 dell’Ordinanza 1 relativa alla legge sul lavoro. Ne consegue che le imprese devono essere in grado di documentare l’orario di lavoro giornaliero e settimanale dei loro impiegati, compreso il lavoro compensativo e straordinario. Inoltre, il datore di lavoro deve sottrare i giorni di riposo del lavoratore, che siano settimanali o compensativi, così come le pause di mezz’ora o più.

Il conteggio delle ore effettuate dagli impiegati deve essere conservato dalla società per un periodo di cinque anni. In caso di violazione di questa regola sono possibili diverse sanzioni, che vanno dall’avvertimento alla multa. Nei casi più estremi di violazione del diritto del lavoro, ovvero quando la vita o la salute dei dipendenti sono messe in pericolo, la legge prevede addirittura la chiusura dell’impresa.

Eccezioni e nuovi regolamenti

Certe professioni sono escluse dalle disposizioni relative all’orario di lavoro e di riposo, se non addirittura non sottoposte del tutto al diritto del lavoro. La regolamentazione dell’orario di lavoro non è applicabile ai gruppi professionali seguenti:

  • Artisti
  • Ecclesiastici
  • Equipaggi dei trasporti aerei
  • I rappresentanti di commercio
  • Gli impiegati delle aziende agricole

Le disposizioni relative alla registrazione dell’orario di lavoro non si applicano nemmeno ai quadri o ai capi progetto, ovvero le persone che "dispongono di un potere decisionale sulle questioni essenziali all’impresa". Tuttavia, questo vale unicamente se questi ultimi sono implicati in decisioni chiave dell’impresa e organizzano il loro orario di lavoro in maniera autonoma.

Due altre eccezioni sono in vigore dal 1 gennaio 2016; l’obiettivo perseguito è quello di adattarsi alla crescente flessibilità degli orari di lavoro e all’accrescimento della mobilità degli impiegati.

1. La registrazione del tempo di lavoro è totalmente soppressa per i collaboratori che percepiscono un salario sottoposto all’AVS di oltre 120'000 CHF (bonus compreso) e che dispongono di una grande flessibilità sull’orario di lavoro. Questa soppressione completa deve essere convenuta nel quadro di un contratto collettivo di lavoro (dell’impresa o del ramo) ed essere oggetto di un accordo scritto da parte di ogni impiegato. Questa deroga è iscritta nel nuovo articolo 73a OLL 1.
Attenzione: nel quadro del lavoro domenicale o notturno, la registrazione dell’inizio e della fine della giornata di lavoro resta obbligatoria.

2. Una registrazione parziale o semplificata, con soltanto la durata totale del lavoro quotidiano, è ormai possibile secondo l’art. 73b OLL 1. Necessita di:
- un accordo collettivo tra il datore di lavoro ed i rappresentanti (interni o esterni) dei lavoratori;
-oppure, in assenza di tali rappresentanti, l’accordo di maggioranza dei collaboratori;
-oppure, nelle imprese con meno di 50 dipendenti, un accordo individuale scritto con gli impiegati in questione.
Questa esenzione parziale è iscritta nel nuovo articolo 73b OLL 1.

Strumenti di misura

La legge non definisce quali strumenti di misura debbano essere utilizzati per documentare l’orario di lavoro. È possibile ricorrere a:

  • Conteggio elettronico o meccanico
  • Documenti Excel
  • Programmi specializzati
  • Applicazioni per smartphone

Fonte: SECO, settore Protezione dei lavoratori, giugno 2015

Informazione

Ultima modifica 27.09.2019

Inizio pagina

https://www.kmu.admin.ch/content/kmu/it/home/consigli-pratici/personale/diritto-del-lavoro/saisie-du-temps-de-travail.html