Le sottigliezze della disdetta del contratto di lavoro

Per quanto riguarda la disdetta del contratto di lavoro, i termini e le procedure non si possono inventare. Panoramica della prassi.

Il termine per la disdetta di un contratto individuale di lavoro è lo stesso per il datore di lavoro e per il suo impiegato, dipende dagli anni di servizio del dipendente nell'azienda.

La disdetta nel periodo di prova

Il termine di disdetta di un contratto di lavoro durante il periodo di prova è di sette giorni. Nel caso di un contratto a durata indeterminata, il primo mese di lavoro è considerato come periodo di prova. Tuttavia, questo periodo può essere escluso o prolungato fino a tre mesi, per accordo scritto, contratto normale di lavoro (CNL) o contratto collettivo di lavoro (CCL). Per quanto riguarda i contratti a durata determinata, la legge non prevede un periodo di prova, ma le parti possono definirne uno. Un dipendente apprendista è normalmente in periodo di prova per tre mesi.

Disdetta dopo il periodo di prova

Il periodo di disdetta previsto dalla legge varia in funzione degli anni di servizio. Può essere modificato per contratto iscritto, con un CCL o un CNL. Senza modificazione scritta, i periodi sono i seguenti:

  • Un mese durante il primo anno di servizio (dopo il periodo di prova)
  • Due mesi dal secondo al nono anno di servizio
  • Tre mesi a partire dal decimo anno di servizio

Il datore di lavoro può interrompere immediatamente il rapporto di lavoro solo in casi gravi, ad esempio in caso di truffa, rifiuto di compiere il lavoro o concorrenza nei confronti del datore di lavoro. Nella pratica i licenziamenti immediati però sono difficilmente attuabili poiché il motivo alla base del licenziamento è spesso soggetto a interpretazioni. Nel caso di una sospensione, la prestazione di lavoro cessa immediatamente, ma il datore di lavoro è comunque tenuto a versare il salario fino alla fine del termine di disdetta.

I contratti di lavoro a tempo determinato terminano per la data fissata nel contratto, senza disdetta. Ogni disdetta anticipata senza giusto motivo è esclusa, a meno che questa possibilità non sia chiaramente stipulata nel contratto. In presenza di ragioni pertinenti, il datore di lavoro ed il lavoratore hanno tuttavia il diritto di disdire il contratto con effetto immediato.

Forme e data di entrata in vigore della disdetta

Un contratto può essere disdetto oralmente, ma per essere sicuri di poter fornire delle prove, è meglio scegliere una disdetta in forma scritta per raccomandata. La disdetta è valida soltanto dal momento in cui il destinatario (padrone o dipendente) l'ha ricevuta. Si consiglia dunque d'inviarla per tempo, in modo che il periodo di disdetta sia rispettato. Allo stesso modo, una disdetta inviata a qualcuno che è in vacanza può avere effetto solo nel momento in cui la persona la riceve. Una disdetta comunicata oralmente ha un effetto immediato, anche se la conferma scritta viene inviata in seguito.

Periodo di protezione in caso d'impedimento al lavoro

La legge prevede un meccanismo per evitare che un dipendente possa essere rinviato durante un'inabilità al lavoro. Se un dipendente è malato o infortunato, egli è protetto dal licenziamento per un certo periodo chiamato periodo protetto. Questo ammonta a trenta giorni al massimo durante il primo anno di servizio, novanta giorni dal secondo al quinto, 180 giorni a partire dal sesto.

La legge prevede altri periodi di protezione speciali. In effetti, il lavoratore non può essere licenziato nemmeno nei seguenti casi:

  • Durante il servizio militare o civile così come quattro settimane prima e dopo, se questo dura più di undici giorni.
  • Per le dipendenti incinte, durante la gravidanza e nel corso delle 16 settimane dopo il parto.
  • Durante un'azione di soccorso prevista dalla Confederazione all'estero che sia stata autorizzata dal datore di lavoro.

Il datore di lavoro deve rescindere il contratto nel momento in cui il dipendente ritorna sul luogo di lavoro o quando il periodo protetto è scaduto. In caso contrario, il contratto rimane valido.

Protezione contro la disdetta abusiva

Alcune leggi proteggono i dipendenti dai licenziamenti abusivi, compreso il Codice delle obbligazioni e della giurisprudenza. In alcuni casi, il datore di lavoro può essere costretto a pagare fino a sei mesi di stipendio per il risarcimento.

Disdetta del contratto e ferie restanti

Il dipendente che ha ancora delle vacanze da prendere può chiederle dopo l'annuncio di una disdetta. Invece, un datore di lavoro che ha deciso di disdire il contratto di un dipendente, non può forzarlo a prendere delle vacanze e a volte dovrà versare un risarcimento in contanti.


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Informazione

Ultima modifica 15.10.2015

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