I cluster come ambienti creativi

All’interno dei raggruppamenti aziendali detti "cluster", gli scambi favoriscono la libera circolazione delle idee e così la creatività.

Come scegliere il luogo in cui stabilire la propria azienda in modo da ottimizzare la creatività? In Svizzera esistono numerosi "cluster", ossia raggruppamenti di aziende di un certo settore sulla stessa zona geografica: ad esempio, Basilea è nota per il suo cluster farmaceutico, Zurigo per il suo cluster finanziario e La Chaux-de-Fonds per il suo cluster dell'orologeria.

La maggior parte dei cluster includono aziende attive in settori di punta. Essi generano posti di lavoro di alto livello, principalmente nella ricerca e nello sviluppo, e attirano lavoratori da tutto il mondo. Inoltre, queste reti sono spesso organizzate in modo da rinforzare i legami e le interazioni tra le aziende e le istituzioni di formazione. Sembrano così costituire degli ambienti particolarmente propizi allo scambio d’idee e alla creatività.

La Svizzera sviluppa in modo considerevole i suoi cluster, principalmente sotto l'impulso delle organizzazioni di promozione economica. È un modo per concentrare l'innovazione e per attirare le aziende straniere. Il numero di cluster in Svizzera cambia a seconda del settore in questione. Lo studio "I cluster nell'economia svizzera" di Eco'Diagnostic, incaricata della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ne ha contati 22 nel 2008, per un totale di più di 200'0000 posti di lavoro. Sono riportati nella seguente tabella:

Settore Regione Posti di lavoro
Finanza Zurigo 40'120
Consulenza Zurigo 24'856
Orologeria La Chaux-de-Fonds 22'840
Consulenza Ginevra 21'729
Farmacia Basilea Città 19'592
Assicurazioni Zurigo 18'794
Finanza Ginevra 17'344
Software Zurich 14'728
Macchine Wil 7'788
Elettricità Baden 6'127
Plastica Rheintal 5'423
Tessile San Gallo 4'487
Carta Soletta 4'203
R&S in scienze naturali Basilea Città 3'848
Elettronica Baden 2'612
Chimica Aarau 2'053
Saponi Ginevra 1'907
Automobili Limmattal 1'903
Abbigliamento Mendrisio 1'569
Tessile Aarau 1'564
R&S in scienze naturali Losanna 1'533
Gioielli Ginevra 630

Fonte: SECO, Les "clusters" dans l'économie suisse: regard statistique et regard politique, Eco'Diagnostic, Paul H. Dembinski (dir.), 2008.

Boston e la Silicon Valley, due cluster dai destini opposti

I destini opposti dei due cluster tecnologici a prima vista molto simili offrono una lezione importante sulla creatività. Dagli anni sessanta fino agli anni settanta, le società più innovative in materia di nuove tecnologie negli Stati Uniti si concentravano lungo l'autostrada 128, nei dintorni di Boston. Qui si trovavano dei giganti come Digital Equipment Corporation o Lotus, non lontano da università rinomate come MIT e Harvard.

Tuttavia, queste aziende hanno cominciato a decadere fin dall'inizio degli anni ottanta. Il cluster bostoniano è stato progressivamente sostituito da una piccola città rurale californiana chiamata San José. Sarebbe diventata la Silicon Valley, una delle regioni più innovative del mondo.

Come si può spiegare questa evoluzione? La creatività di una zona sembra dipendere dalla sua capacità di generare il più gran numero di interazioni e di consentire alle idee di circolare liberamente. Sulla strada 128, le società comunicavano molto poco tra di loro e la maggior parte dei dipendenti erano legati da clausole di non concorrenza che gli impedivano di andare a lavorare dal vicino. Invece, in California le start-up non avevano altra scelta se non quella di collaborare e di scambiarsi gli ingegneri, a causa della loro taglia ridotta e della mancanza di fondi.

Fondato nel 1975, il Homebrew Computer Club è un tipico esempio di questo genere d'integrazione orizzontale. Gli ingegneri della Silicon Valley si ritrovavano lì per fare del networking, scambiarsi consigli o presentare le ultime scoperte. Steve Wozniak e Steve Jobs si sono incontrati lì e hanno poi collaborato insieme per sviluppare il primo computer Apple, un'innovazione rivoluzionaria.

Fonti: Imagine: How Creativity Works, Jonah Lehrer, Houghton Mifflin Harcourt, 2012.


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Informazione

Ultima modifica 24.10.2018

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