Conciliare lavoro e famiglia nelle PMI, è fattibile e redditizio

Trovare un equilibrio tra vita professionale e familiare: è il sogno di tutti gli impiegati. Una realtà possibile nelle PMI. La chiave sta nel miglioramento dell’ambiente di lavoro, della produttività e della loro attrattività, grazie a misure poco onerose.

Figurine di carta ritagliate che raffigurano una mamma, un papà e due bambini posate su un tavolo e cinte in un gesto di protezione dalle mani di due persone.

Per ottimizzare il loro funzionamento, le piccole e medie imprese hanno tutto l’interesse a favorire la vita familiare dei loro impiegati, secondo il "Manuale per le PMI (piccole e medie imprese). Lavoro e famiglia" della Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Risalente al 2007, questa guida è stata aggiornata di recente per rispondere all’evoluzione della società e del mondo del lavoro. Attraverso esempi concreti, il suo obiettivo è di convincere i dirigenti dei vantaggi derivanti dal condurre una politica familiare. Tra questi figurano un miglioramento del clima di lavoro generale, un incremento della produttività e benefici superiori ai costi. 

"Gli impiegati assunti da un’impresa che rispetta la loro vita familiare si mostrano più motivati e lavorano di più", sottolinea Dragan Ilić, collaboratore scientifico presso la SECO. Si identificano anche più facilmente con la loro impresa e vi restano più a lungo. Un modo per "ridurre i costi legati alle assunzioni di nuove persone e soprattutto per conservare i propri specialisti. Un aspetto importante, vista la penuria di personale qualificato che affligge svariati settori", aggiunge Dragan Ilić. 

Questi benefici si ripercuotono sul funzionamento e la redditività dell’impresa, ma anche sulla società. "Una madre che lavora allevando allo stesso tempo i suoi figli si troverà meno penalizzata in seguito a una separazione, potendo meglio provvedere ai suoi bisogni", illustra Dragan Ilić. 

La soluzione: orari flessibili

Vi sono mille e un modo di privilegiare le famiglie. Una misura menzionata all’unanimità: la flessibilità degli orari di lavoro. "Favorisce l’autonomia e la gestione del proprio tempo: gli impiegati che devono lavorare a una percentuale elevata possono, ad esempio, finire più tardi un giorno e prima il mercoledì per approfittare del pomeriggio con i loro figli", espone Regula Weber, direttrice del "Bureau UND - Equilibrio tra famiglia e lavoro per gli uomini e le donne". In cambio di questo orario flessibile, l’impresa può contare su dipendenti disponibili quando la mole di lavoro aumenta. "Questa flessibilità risulta particolarmente efficace nel lavoro di squadra, se i collaboratori dispongono delle stesse conoscenze", afferma Dragan Ilić. 

Il collaboratore scientifico della SECO menziona pure l’importanza del telelavoro. Restando al proprio domicilio, gli impiegati possono consacrare più tempo alla loro famiglia, senza dover effettuare lunghi tragitti il mattino e la sera. Se questo non fosse possibile, anche uno spostamento con i trasporti pubblici contabilizzato nell’orario di lavoro può contribuire a dedicare tempo ai familiari. 

Il lavoro a tempo parziale, possibile a tutti i livelli gerarchici e addirittura per i quadri dirigenti, costituisce un’altra disposizione importante. "Non facilita soltanto la gestione dei figli, ma anche l’aiuto o la presa a carico di un familiare non autonomo o in difficoltà, osserva Regula Weber. Il suo successo risiede nella organizzazione e nello stile manageriale." 

Ciononostante, certe PMI (piccole e medie imprese) faticano a vedere i vantaggi di tali misure. "Per quanto concerne l’impresa, la nostra esperienza mostra però che benefici sono superiori ai costi. Tali misure possono essere attuate senza spese finanziarie, assicura Regula Weber. Diverse forme di congedo in caso di malattia dei figli, posti di lavoro organizzati per favorire la vita di famiglia ed anche discussioni con gli impiegati inerenti il tema del lavoro e delle loro aspettative familiari, sono solo alcuni esempi delle facili possibilità da mettere in atto." 

Vi è però uno scoglio: certi posti o settori d’attività mostrano scarsa apertura. "È chiaro che il lavoro a turni permette meno flessibilità rispetto ad un lavoro d’ufficio", aggiunge Regula Weber. In questi casi, l’impresa può elargire altri privilegi, come un congedo paternità.


Informazione 

Sul tema

Tre PMI che aiutano le famiglie 

Nel suo funzionamento, l’impresa di meccanica Remo a Lustmühle (AR) tiene conto della vita familiare dei suoi nove impiegati. Permette loro, ad esempio, di arrivare più tardi, di andarsene prima, di assentarsi o di portare con sé i bambini sul posto di lavoro, in caso di imprevisto. La società propone anche degli adeguamenti di percentuale di tempo di lavoro (tra il 20% ed il 70%). Secondo la direttrice Daniela Leirer, questo approccio è più che benefico: "I nostri collaboratori sono soddisfatti, motivati e fidelizzati". 

Claude R. Dubuis ha pure instaurato delle misure che favoriscono il benessere dei suoi 31 impiegati. Il direttore di CERT Ingénierie a Sion preferisce "lavorare con persone motivate che arrivano in ufficio fischiettando!". Tempo parziale, flessibilità degli orari, congedo parentale figurano tra i numerosi vantaggi offerti da questa ditta. 

L’impresa farmaceutica Ginsana, con sede a Bioggio (TI), propone le stesse condizioni, ed anche il telelavoro. Per gli impiegati attivi nella produzione, prevede orari a turni a seconda dei bisogni di ciascun collaboratore.

Ultima modifica 04.01.2017

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