Orario di lavoro: ciò che è necessario sapere

Gli obblighi legali in materia di orario di lavoro vengono spesso ignorati, sia dai datori di lavoro che dai dipendenti. Facciamo il punto in proposito.

Donna seduta ad un tavolo che si nasconde il viso dietro a un orologio da parete e un telefono posato accanto a sé.

In Svizzera si stima che un impiegato su sei non rispetti l'obbligo di registrare il suo orario di lavoro. Ciononostante, la legge concerne praticamente tutti. "Soltanto alcune categorie di persone sono esenti da quest'obbligo, spiega Marianne Favre Moreillon, specialista del diritto del lavoro e direttrice dello studio giuridico Droitactif a Losanna. Tra queste si contano gli artisti, gli ecclesiastici, gli equipaggi dei trasporti aerei, i rappresentanti di commercio ed anche gli impiegati delle aziende agricole. Vi si aggiungono poi le persone che esercitano funzioni dirigenziali elevate. Con questo termine si intendono le persone che dispongono di un potere decisionale sulle questioni essenziali dell'impresa, ovvero un gruppo molto ristretto di persone."

Questa eccezione non si applica al personale quadro, spesso poco incline a far notare in dettaglio al minuto i propri orari. Per chiarire questa situazione, la Segreteria di Stato dell'economia della Confederazione (SECO) ha recentemente pubblicato una direttiva che prevede un ammorbidimento per questo gruppo di lavoratori. Autorizza a semplificare la documentazione relativa all'orario di lavoro, limitandola all'orario giornaliero. "Ma questo regime semplificato concerne unicamente i quadri o i capi progetto che dispongono di grande autonomia nella gestione del loro tempo di lavoro" sottolinea Pascal Richoz, membro della direzione della SECO, responsabile del polo Condizioni di lavoro.

Dal 1° gennaio scorso, gli ispettori cantonali sono quindi invitati ad adattare la loro pratica durante i controlli dell'orario di lavoro condotti nelle imprese. "L'obiettivo è di tener conto delle condizioni particolari legate all'esercizio di certe funzioni quadro, vegliando contemporaneamente a preservare la salute degli uomini e delle donne in questione, precisa Pascal RIchoz. Ma per tutti gli altri collaboratori, l'obbligo di registrare in modo preciso il proprio orario di lavoro resta in vigore, almeno fino ad un eventuale cambiamento legislativo."

Evitare i problemi

Le imprese soggette alla legge hanno l'obbligo di documentare e di conservare gli orari dei loro impiegati per una durata di cinque anni. Se non lo fanno, si espongono a sanzioni che vanno dall'avvertimento alla multa. La legge prevede addirittura la chiusura dell'impresa nei casi più estremi, ovvero qualora venga messa in pericolo la vita o la salute dei lavoratori. Secondo uno studio del 2012 risulta che il 16,7% degli impiegati non registra il suo orario di lavoro.

"Sui 400 controlli annuali che effettuiamo, la percentuale di società che non consegna correttamente gli orari dei propri impiegati è relativamente elevata, fa notare Christophe Iseli, capo dell'ispezione del lavoro del canton Friburgo. Otteniamo spesso un resoconto sulla durata del lavoro in numero di ore, ma senza dettagli sullo spazio e il tempo in cui è stato effettuato." La cosa si complica in caso di litigio davanti ai tribunali. In particolare quando un impiegato querelante fa valere decine, se non centinaia, di ore straordinarie delle quali non esiste traccia scritta. "In caso di dubbio, i giudici tendono ad appoggiare il dipendente. Questo può risultare piuttosto oneroso per la ditta".

Eppure, i sistemi di registrazione dell'orario di lavoro non costituiscono una spesa ingente. "È possibile dotarsi di un sistema che funzionerà per anni a partire da 1000 CHF, spiega Jacques Tournel, direttore di una impresa che propone soluzioni di controllo delle entrate e delle uscite fisico ed informatico. Tra i nostri clienti vi sono sia PMI di cinque impiegati che grandi imprese che ne contano migliaia." Oltre alle macchine tradizionali, esistono ormai delle applicazioni che permettono di contare le ore di lavoro tramite uno smartphone. "Non si tratta per forza di una buona idea, secondo Jacques Tournel. Oggi certi impiegati passano già un tempo sconsiderato sul proprio telefono. È inutile incoraggiarli a seguire questa pratica..." Inoltre, questo tipo di soluzioni solleva alcune questioni in merito alla protezione dei dati. "È necessario stare attenti, in quanto tracciare l'attività permanente del proprio impiegato è completamente illegale" insiste Marianne Favre Moreillon.

La maggior parte delle soluzioni disponibili sul mercato svizzero offre evidentemente la possibilità di contabilizzare le ore straordinarie del personale. Legalmente parlando, queste fanno parte del diritto privato. "Le ore straordinarie sono le ore di lavoro effettuate oltre la durata settimanale di lavoro contrattuale, senza che venga superata la durata massima di lavoro settimanale ai sensi della legge sul lavoro, precisa Marianne Favre Moreillon. Il lavoro straordinario si definisce come le ore di lavoro che eccedono la durata di lavoro settimanale, ovvero 45 ore nelle imprese industriali e per il personale d'ufficio."

Progetto di revisione

Lanciato alla fine del 2012, il progetto di revisione dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro volto ad attenuare l'obbligo di registrazione dell'orario di lavoro è stato abbandonato nel luglio 2013 a causa del mancato accordo tra le parti sociali sul modello proposto. Al momento si sta discutendo la presentazione di un nuovo progetto che tuttavia non potrà avere luogo prima del 2015.


Informazione

Sul tema

Ore straordinarie

Se le donne incinte o che allattano, così come i giovani di meno di 19 anni e gli apprendisti, non hanno il diritto di lavorare più di 9 ore al giorno, gli altri collaboratori possono effettuare un numero di ore straordinarie che varia a seconda della durata settimanale di lavoro. "Un collaboratore che effettua 40 ore di lavoro potrà effettuare 5 ore straordinarie alla settimane. Con 4 settimane di vacanza, questo rappresenta 240 ore supplementari all’anno, spiega Marianne Favre Moreillon, che ha pubblicato il testo "Diritto del lavoro tomo I & II" abbordando la questione dell’orario di lavoro (Edizioni Weka). Inoltre, il collaboratore può anche effettuare ogni anno 170 ore di lavoro straordinarie. Non è possibile spingersi oltre nemmeno di un’ora in più." 

Ultima modifica 24.05.2016

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