Assumere i frontalieri

Diverse PMI fanno ricorso a lavoratori frontalieri. Quali sono le caratteristiche di questa forza lavoro e come fare per usufruirne?

Piano ravvicinato su di uno stemma svizzero e uno europeo.

La Svizzera contava 288'148 frontalieri alla fine del secondo trimestre 2014, secondo l’Ufficio federale di statistica. Questa cifra in crescita regolare, concerne principalmente quattro cantoni: Ginevra, che accoglie il 25% di questi lavoratori, il Ticino, Basilea Città e Basilea Campagna, ma Vaud, Zurigo, Neuchâtel o il Giura sono ugualmente toccati dal fenomeno. Questa forza lavoro, che abita in un altro paese ma viene in Svizzera per lavorare, è per la maggior parte di sesso maschile, lavoratore dipendente, giovane – tra 25 e 44 anni – ed attivo nel settore terziario.

Ovunque, i lavoratori frontalieri sono innanzitutto attivi nel settore terziario e molto presenti nelle attività specialistiche scientifiche e tecniche (ingegneria, attività giuridiche e contabili, architettura, ricerca e sviluppo scientifico, design, pubblicità, ecc.). Esistono ciononostante delle differenze di settore a seconda dei cantoni. La sanità ed il sociale (12%), dunque, il commercio al dettaglio (9%), la ristorazione ed il settore alberghiero o il settore edile sono quelli che ne impiegano maggiormente a Ginevra. In Ticino, è l’industria ad impiegare la metà dei frontalieri (legno, carta, tessile, orologeria). Nella regione di Basilea, si tratta invece dell’industria chimica e farmaceutica. A Neuchâtel e nel Giura, l’orologeria fornisce loro il maggior numero di posti di lavoro.

Procedure più semplici per i cittadini dell’UE-25

Il termine frontaliere si applica ad una persona straniera che esercita un’attività lucrativa in Svizzera ma risiede al di fuori delle frontiere del paese. Questa categoria esclude gli Svizzeri e coloro in possesso di doppia nazionalità.

Il datore di lavoro deve richiedere un’autorizzazione che varia a seconda della nazionalità del lavoratore, del suo statuto – indipendente o lavoratore dipendente – e la durata del contratto di lavoro. Il documento si ottiene presso il servizio della popolazione del cantone. Per i cittadini dell’UE-25, attivi meno di tre mesi all’anno sul territorio svizzero, il datore di lavoro svizzero può limitarsi ad un avviso via internet, almeno 48 ore prima dell’inizio del contratto. Oltre, generalmente, quando il lavoratore entra in funzione, viene sollecitato il permesso G. Questo permette di assumere dipendenti provenienti dall’UE-25/AELS. Per i contratti di lavoro inferiori ai dodici mesi, la durata del permesso è in funzione alla durata del contratto. Per un contratto a tempo indeterminato, il documento viene rinnovato ogni cinque anni.

Per gli stranieri al di fuori dell’UE, la procedura e più restrittiva. È necessario adempiere a due condizioni: risiedere almeno sei mesi in una zona frontaliera determinata dal cantone ed essere titolare di una carta di soggiorno a lungo termine nell’UE. Inseguito il dossier viene sottomesso alla verifica delle condizioni relative al mercato del lavoro, che si assicura in particolare che il mercato del lavoro svizzero non permetta di rispondere alla domanda d’impiego. Trattandosi di una procedura più lunga – quattro settimane almeno – è necessario sollecitare tale permesso in anticipo rispetto all’entrata in funzione lavorativa.

Per gli indipendenti, la procedura è la medesima, ma sono necessarie delle prove dell’attività svolta (business-plan, clienti, indirizzo professionale in Svizzera).

Un rischio giuridico

Che si tratti di una scelta o di una situazione inevitabile a causa della mancanza di manodopera o di competenze in Svizzera, è necessario tener conto di alcune regole quando si assumono frontalieri.

Se, statisticamente, lo stipendio medio di un frontaliere resta inferiore a quello di uno svizzero, è proibito praticare il dumping salariale. ʺUn frontaliere europeo è sottomesso al medesimo regime del lavoratore elvetico: o esiste e deve essere rispettato un contratto collettivo di lavoro o un contratto-tipo, oppure non esiste tale strumento e datore di lavoro e dipendente possono decidere liberamente dello stipendioʺ, spiega la direttrice generale dell’Ufficio cantonale dell’ispezione e delle relazioni al lavoro, Christina Stoll, a Ginevra.

Altro dettaglio importante: il luogo di residenza può in alcuni casi implicare un’imposta alla fonte, che non è priva di conseguenze. ʺPer una PMI ciò implica lavoro amministrativo supplementare. È un rischio per il datore di lavoro, che è responsabile nei confronti dell’amministrazione fiscale. Per predisporre questo sistema è consigliabile ricorrere ad una fiduciaria, un consigliere oppure un’associazione di settoreʺ, consiglia Mathieu Piguet, responsabile del servizio giuridico della Camera vodese del commercio e dell’industria.

Bisogna inoltre tenere conto del riconoscimento dei diplomi, in particolar modo per le professioni regolamentate (educazione, settore medico). Al fine di evitare inconvenienti, Yves Menoud, segretario patronale della Node, Nouvelle organisation des entrepreneurs depuis 1922, a Ginevra, consiglia di prevedere uno stage di tre giorni precedente al periodo di prova, che permetterà anche di recepire le differenze culturali. Queste infatti sono spesso più importanti del previsto. Per anticiparle, Yves Menoud suggerisce di toccare determinati argomenti col candidato frontaliere prima dell’assunzione (vedi approfondimento tematico). Raccomanda altresì ai responsabili delle PMI di vegliare all’ambiente nell’azienda e smorzare qualunque conflitto interno legato a questo statuto particolare.


Informazione

Sul tema

Per un frontaliere che non ha mai lavorato in Svizzera, chiarire taluni elementi è cruciale durante un colloquio di lavoro.

Lista delle questioni da sollevare.

  • La cultura svizzera del lavoro, così come la questione delle rivendicazioni sociali.
  • Gli orari di lavoro: spiegare in particolare la posizione ed il funzionamento dell’impresa per quanto riguarda le ore supplementari.
  • Le prestazioni sociali: i contributi disoccupazione e assicurazione malattia sono diversi e da conoscere.
  • Spiegare il foglio paga, il sistema di tassazione in vigore, la previdenza e le condizioni per poter recuperare i contributi del secondo pilastro.
  • Il tragitto: spesso risolta velocemente, la questione può invece rivelarsi problematica a lungo termine, o in caso di cambiamenti della situazione famigliare (bambini di cui occuparsi).

Ultima modifica 27.09.2019

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