Lanciare il proprio negozio in una roulotte

L’aumento dei prezzi degli affitti incoraggia certi imprenditori ad aprire dei commerci nomadi o effimeri. Questi concetti finanziariamente attrattivi seducono i clienti.

Uomo in giacca e cravatta la cui testa è il disegno in bianco di una lampadina accesa eseguito sullo sfondo nero retrostante.

Malgrado la pioggia, la roulotte di The Hamburger Foundation è aperta un giovedì di dicembre. I suoi proprietari, George Browning, Yann Popper e Marc Gouzer, hanno appena terminato il servizio di mezzogiorno. Piegano i teloni e raccolgono i rifiuti che circondano il loro stand mobile di hamburger. Dallo scorso agosto, questi tre amici d'infanzia girano la città per proporre ai ginevrini patatine e sandwich all'aria aperta. "Inizialmente volevamo aprire un ristorante ed avevamo anche trovato un locale, raccontano a PME Magazine. Ma le pratiche per i cambi di assegnazione ed altre autorizzazioni amministrative sono complicate. Ed inoltre, l'affitto rappresenta una spesa fissa per un'impresa che sta per lanciarsi..."

Questi giovani imprenditori non hanno però perso la speranza: hanno optato per un "food-truck", un commercio nomade che secondo loro presenta diversi vantaggi: "Non siamo il ristorante all'angolo, sempre presente, dove si può andare in qualsiasi momento. I nostri clienti pregustano il nostro arrivo, ci dicono che ha fatto loro piacere vederci. Una relazione particolare si viene quindi a creare. E soprattutto, cambiando luogo di vendita, raggiungiamo quotidianamente diversi avventori."

Le alternative al tradizionale negozio "fisico" sono sempre più sfruttate in Svizzera: al posto di affittare un commercio a lungo termine, questi negozi si piazzano su posteggi privati, direttamente in prossimità dei clienti o affittano temporaneamente dei metri quadri all'interno di altri commerci. "Abbiamo sempre più richieste", afferma Mathieu Jacquesson, cofondatore di The Square. Questo locale ginevrino di 40 m2 accoglie dall'aprile del 2011 dei marchi che desiderano creare un negozio per qualche giorno soltanto. Mathieu Jacquesson prevede addirittura "di aprire nuovi locali per rispondere a tutte le candidature."

E chiaramente i prezzi degli affitti, da pagare durante i mesi di lavoro, ed i lunghi periodi di attesa di eventuali autorizzazioni, scoraggiano molti imprenditori. "L'affitto costa tra i CHF 1000 e 2000 al m2 in centro città, prosegue Yves Menoud. Inoltre, i proprietari richiedono una garanzia da 3 mesi fino ad un anno di affitto. Senza trascurare l'eventuale deposito, la sistemazione del luogo e lo stock... Lanciare un commercio fisico oggigiorno necessita di fondi iniziali considerevoli, tanto più che anche le banche richiedono sempre più garanzie prima di accordare un prestito."

Comunità fedele

Negli ultimi anni, dei commercianti in erba hanno optato per un negozio soltanto online. Ma questa opzione diventa sempre più rischiosa: i siti svizzeri devono far fronte alla concorrenza internazionale, che va crescendo di giorno in giorno.

"Per un giovane marchio, è infatti estremamente vantaggioso avvicinarsi fisicamente ai propri clienti, anche se solo per qualche giorno, reputa Mathieu Jacquesson di The Square. Raggruppare i futuri clienti attorno ad un universo ed un concetto aiuta a costituire una comunità fedele attorno al marchio."

Organizzando una vendita a domicilio o all'interno di un altro negozio, questi commerci nomadi godono di un vantaggio supplementare: più che una vendita, la loro apertura diventa un evento. Claire Gauthier e Fiona Dugerdi, fondatrici del pop-up store Rush, si ricordano del ronzio che si è creato attorno alla loro prima vendita effimera. "I nostri volantini hanno circolato in fretta tra i ginevrini e tutti volevano approfittarne fino a quando si poteva."

Oltre ai costi di un affitto, una vendita nomade permette anche di risparmiare sull'investimento che richiede la sistemazione di un negozio. "Abbiamo investito soltanto in alcuni binari per appendere i nostri vestiti, precisano le fondatrici di Rush. Li riutilizzeremo per le nostre prossime vendite." Questi risparmi fatti dal commerciante si ripercuotono quindi sui prezzi della merce, cosa che rende i commerci nomadi particolarmente attrattivi per i consumatori.


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Sorprendere il consumatore

Esistere temporaneamente implica una certa disciplina: "È necessario restare presenti sui social network, afferma Yann Popper di The Hamburger Foundation. Dobbiamo rimanere in contatto con la "comunità" che ci segue ed informarla sui nostri prossimi spostamenti e sulle novità". Il consumatore moderno, esigente, desidera infatti essere costantemente sorpreso. "Per riuscire come commerciante al giorno d’aggi bisogna essere innovativi", consiglia Yves Menoud della FAC. Bisogna proporre un concetto che spezzi la routine, che si distingua dalla concorrenza e che crei nuovi bisogni. Rispettando questo principio, ogni tipo di commercio ha delle possibilità sul mercato.

Ultima modifica 02.09.2015

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