Dei club per spezzare la solitudine dei dirigenti

Stress, gestione di crisi ed ancora burn-out, la salute dei manager diventa sempre più fragile. Per uscire dall’isolamento, alcuni club privati e molto discreti propongono ai dirigenti di discutere della loro vita professionale e privata.

Ritratto in bianco e nero di un uomo a mezzo busto in giacca e cravatta che si copre il volto con le mani.

La solitudine dei dirigenti d'azienda è ancora un argomento tabù in Svizzera: si parla più spesso apertamente della pressione esercitata sugli impiegati. Ma per farvi fronte, dei club di dirigenti si stanno organizzando in tutto il paese. "Contrariamente ai collaboratori che fanno parte di un'equipe, i dirigenti, per via del loro ruolo di leader, hanno poche opportunità per condividere le loro difficoltà", spiega Andrea Zahno, psicologa specializzata nella salute al lavoro. I dirigenti di PMI svolgono più ruoli all'interno della loro impresa: direttore operativo, incaricato delle relazioni con la clientela, responsabile delle risorse umane. Un sovraccarico di lavoro che pesa sul morale. "Ho accompagnato dei dirigenti che si trovavano in uno stato di sfinimento che non permetteva loro di prendere la distanza necessaria per prendere le giuste decisioni", afferma l'esperta. La creazione di questi gruppi di dirigenti è una soluzione benefica per ridurre il sentimento di isolamento. "L'incontro con altre persone che vivono una quotidianità simile può rivelarsi liberatorio."

Il concetto, importato dall'America, riunisce dei capi d'impresa di una stessa regione, confrontati a problemi comparabili. "Devo confessare che ero piuttosto reticente quando mi hanno proposto di far parte di questo tipo di gruppo. Avevo già poco tempo a disposizione per la mia vita sociale", testimonia Alain Moser, direttore generale della scuola privata che porta il suo nome e membro del club ginevrino "Le groupement", che conta sette persone. Questo uomo d'affari, a capo di un'impresa di 150 impiegati su tre siti (Ginevra, Nyon, Berlino), ha però rivisto in fretta la sua posizione. "Avevo torto. Discutiamo in quanto proprietari d'impresa di esperienze concrete e comuni. Devo ammettere di non aver mai perso tempo." Paragona queste sedute a dei consigli d'amministrazione estesi. La quota annuale che ammonta a circa 400 franchi è quindi redditizia.

In generale, gli appuntamenti hanno luogo una volta al mese durante un intero pomeriggio. Le discussioni confidenziali - una condizione sine qua non affinché i businessmen si sentano liberi nei loro propositi - vertono sia su tematiche professionali che private. Questo dipende dalla politica del club. Ad esempio, Barbara Müller-Kütt ha fondato il "KMU Club Business Friends" a Zurigo affinché i dirigenti tessano anche veri e proprio legami amicali. "Il nostro club va ben oltre le discussioni imprenditoriali di base. I dirigenti si raggruppano per sviluppare nuovi contatti preziosi per le loro imprese ma anche per allargare la loro cerchia di amici."

L'atmosfera è anche molto conviviale nella sezione zurighese del select "Young Presidents' Organization" (YPO). Più volte all'anno, le famiglie dei membri sono invitate a delle serate per incontrarsi. "Con i compagni o le compagne, talvolta ci si trova ad una tavola con più di 50 persone in un ambiente quasi familiare. Parliamo di educazione, del ruolo a volte complicato di CEO e di padre", ci spiega Daniel Gutenberg, venture capitalist ed un tempo dirigente di Gutenberg Communications Systems. In 15 anni, il club è passato da 12 a 60 membri. "Organizziamo anche dei forum più privati, dove possiamo discutere in maniere discreta."

Nel caso di YPO, i membri sono selezionali secondo criteri piuttosto severi al fine di riunirli in base ad uno stile di vita: è necessario dirigere almeno 50 impiegati, avere meno di 45 anni ed una cifra d'affari di almeno CHF 8 milioni. "Il club sta per mettermi alla porta, aggiunge Daniel Gutenberg con humor. Ma un club ne nasconde un altro. Quasi sicuramente entrerò nel club per senior della World President's Organization (WPO)".

Questi gruppi offrono una semplice risposta alla lotta contro la solitudine dei capi d'impresa. Resta una difficoltà da sormontare: i CEO talvolta faticano a svelare le loro falle, anche in seno a questi organismi. "Il club ideale dovrebbe assicurare un quadro che permetta uno scambio di esperienze e di sentimenti basandosi su un rapporto di fiducia. Ma questo è veramente possibile in pratica?" si interroga Andrea Zahno. Le vecchie abitudine sono dure a morire.


Informazione

Sul tema

Osservatorio sulla salute dei dirigenti a Friburgo

A lungo tabù in Svizzera, la salute fisica e psicologica dei dirigenti interessa i ricercatori. Qualche mese fa, la Scuola universitaria professionale di gestione di Friburgo (HEG-FR) ha inaugurato il proprio osservatorio diretto da Mathias Rossi, direttore dell’Istituto Imprenditoria e PMI. Filiale svizzera di Amarok, che indaga sul benessere dei dirigenti in Francia, l’osservatorio friburghese ha già contattato più di un centinaio di imprenditori elvetici. I primi risultati dell’inchiesta saranno presentati all’inizio dell’anno prossimo.

Ultima modifica 02.09.2015

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