Come liberarsi dalla pressione digitale

Al fine di prendere le distanze, alcuni dirigenti si riservano dei momenti consacrati alla meditazione, al camminare o alla semplice disconnessione dal proprio cellulare. Un modo per riflettere meglio prima di agire.

In un ambiente esterno naturale un uomo in abiti da ufficio siede per terra a gambe incrociate davanti a un computer

Jeff Weiner, CEO di Linkedln, ha un'abitudine sorprendente: cammina ogni giorno durante due ore attraverso il suo ufficio, riflettendo. Una pratica che sembra riuscirgli, osservando la forte crescita del valore delle azioni del social network professionale. Questa tendenza dei dirigenti alla «disconnessione» è nata negli Stati Uniti e conquista ora questo lato dell'Atlantico.

Per molti capi azienda è sempre più difficile consacrare momenti alla riflessione durante le loro giornate sovraccariche, in questa era di connessione permanente, tra laptop, tablet e smartphone. Ora, secondo Larry Rosen, psicologo specializzato nelle tecnologie dell'informazione (TIC) alla California State University, il cervello ha bisogno di essere messo a riposo durante almeno dieci minuti ogni due ore.

Per un capo, potersi isolare è dunque un lusso necessario, come ce lo confida Pierre Aebischer, direttore della società di servizi professionali e informatici Blue Infinity a Carouge (GE): ʺÈ importante costruirsi dei momenti di tranquillità regolari. In generale, tento di rispettare una regola semplice: i giorni della settimana sono consacrati in modo prioritario al lavoro, mentre i fine settimana sono riservati alla mia famiglia e alla mia vita privata.ʺ Cosa che non è sempre semplice quando si è un capo.

Come procedere?

Si tratta innanzi tutto di prendere coscienza della propria dipendenza dagli strumenti digitali, al fine di fare scelte migliori nel proprio modo di assorbire le informazioni. ʺIn molte società, la cultura d'impresa sfortunatamente non favorisce questa riflessione. I dirigenti si fanno catturare dal turbinio delle mail e delle riunioni, osserva Nadene Canning, consulente in strategia aziendale. Una soluzione consiste dunque nell'instaurare un quadro che permetta di definire ciò che si può fare al momento attuale e ciò che può essere rimandato a domani.ʺ

I metodi di «evasione» più semplici sono spesso i più efficaci: passeggiare all'aria aperta o in ufficio se non lo si può fare all'esterno, ascoltare musica, meditare, utilizzare delle terapie del benessere come i bagni o ancora praticare uno sport. Gli esercizi di respirazione aiutano anch'essi a ricentrarsi su sé stessi. ʺEffettuare questi gesti a più riprese durante il giorno aiuta a concentrarsi, a prendere coscienza del proprio stato fisico e mentale e ad avere una visione chiara davanti a séʺ, prosegue Nadene Canning.

Le tecniche per ricentrarsi possono variare fortemente: ʺMolti giovani capi azienda si orientano verso lo yoga e la meditazione, ma altri scelgono gli sport estremi, come l'arrampicata o il parapendio per rilassarsiʺ, osserva Philippe Gaemperle, direttore di Genilem Vaud Genève.

Allontanare la tentazione

Alcuni dirigenti erigono persino un limite ʺfisicoʺ, come Michael Carl, direttore di Vanity Fair, che obbliga coloro con cui condivide la tavola a mettere il loro cellulare fuori portata. Lo scopo consiste nel non toccarlo fino alla fine del pasto, quando il conto è pagato. Per allontanare la tentazione, altri si obbligano a chiudere il proprio cellulare dentro una scatola non appena rientrati a casa. Marc Jacobs, il celebre stilista, rifiuta così la presenza di un telefono nella sua stanza. ʺSpengo o metto offline il mio telefono non appena entro in casa e mi proibisco di leggere le mail tra le 20h00 e le 8h00 del mattino, ci confida Jean-François Meynet, direttore generale di ALPS Automation. Per me la famiglia costituisce un'isola privilegiata che mi permette di ritirarmi dal quadro professionale.ʺ


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Ultima modifica 02.09.2015

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