Le nanotecnologie aprono nuovi mercati per le PMI

Sempre più PMI elvetiche approfittano degli sbocchi offerti dall’integrazione di nanotecnologie ai loro prodotti.

Mano di una persona in camice bianco che regge una struttura tridimensionale poliedrica.

I jeans Levi's si aprono alle nuove nanotech made in Switzerland. Dall'aprile 2011 la loro linea di vestiti per ciclisti integra "Nanosphere", una tecnologia di proprietà del fabbricante di tessuti elvetico Schoeller. Riproduce l'effetto "lotus": l'acqua resta alla superficie del jeans, vi scivola sopra senza penetrare e porta con sé lo sporco.

Questo sbocco commerciale illustra perfettamente come la nanotech sviluppi il suo mercato: facendosi una piccola nicchia all'interno di un'industria già esistente. Le prime applicazioni mature delle nanotecnologie si trovano essenzialmente nel settore dei materiali (composti, emulsioni) e del trattamento di superficie. Un numero crescente di imprese svizzere - prevalentemente delle PMI - hanno intrapreso questo passo. Da qualche anno, Spirig Pharma (a Egerkingen, SO), vende creme solari contenenti nano particelle di ossido di titanio. I bastoni da hockey di Composites Busch (a Porrentruy, JU) sono realizzati a partire da una resina che incorpora delle nano particelle e prodotti della divisione basilese di Huntsmann. I quadri delle biciclette BMC (a Granges, SO) integravano dei nanotubi di carbonio tra il 2006 ed il 2011, ma oggi l'impresa si è orientata verso un'altra tecnologia in quanto la concorrenza nel frattempo l'ha copiata.

Si è certamente ancora lontani dalle promesse vertiginose fatte dai futurologi (dai nano-robot dai materiali intelligenti passando per delle macchine molecolari). Ma questi esempi mostrano come delle PMI possano sviluppare concretamente dei mercati grazie al nano. Delle imprese svizzere si addentrano ormai a tutti i livelli della catena di produzione: vendita di macchine che fabbricano nano particelle (Frewitt), commercializzazione dei materiali intermediari (Bühler Group, Adval Tech), fabbricazione di prodotti fini (Spirig, Schoeller, Heiq) senza dimenticare gli strumenti di misura per il servizio qualità (Nanosurf).

Ma, lontano dall'essere maturo, il mercato delle nanotecnologie è ancora in fase di definizione. Il fabbricante friburghese di mulini industriali Frewitt ha, ad esempio, recentemente sviluppato un sistema meccanico capace di produrre delle nano particelle, ma non ha ancora ricevuto ordinazioni. "Abbiamo ricevuto delle richieste da parte della farmaceutica e della chimica, ma dobbiamo ancora trovare il nostro mercato, spiega il direttore Charles Phillot, al giornale Entreprise romande. Si tratta di un'industria nascente, che non ha ancora una tradizione ben definita."

Coniugare ricerca e PMI

Paese all'avanguardia nella ricerca fondamentale (vedi riquadro), la Svizzera ha compreso bene il bisogno di favorire il transfert di conoscenze. Una moltitudine di piattaforme sostenute dalle scuole universitarie e dagli uffici di promozione economica si attiva ormai tra ricerca applicata e industria. Questo sostegno è fondamentale dato che "le nanotech non costituiscono un vero e proprio settore ma riuniscono strumenti che possono sostenere tecniche esistenti per creare nuovi processi innovativi, spiega Marc Pauchard, responsabile del transfert di tecnologia all'istituto Adolphe Merkle di Friborgo. I nostri studi di mercato hanno mostrato che praticamente tutti i settori possono trarne vantaggio. Sta alle imprese mostrarsi creative e scoprire quanto il nano può fare per loro."

A Basilea, la piattaforma i-net BASEL Nano ha sviluppato una metodologia per identificare in maniera sistematica le PMI che potrebbero essere interessate da queste nuove tecnologie. "Ne abbiamo trovate più di mille nel nord-ovest della Svizzera, afferma il suo direttore Wolf Zinkl. Devono necessariamente essere pronte a collaborare con gli istituti di ricerca, in quanto le soluzioni pronte all'uso non esistono. Ma la barriera non è così grande: per entrare nel nano, a volte, bastano 50'000 franchi."


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Ricerca: infinitamente piccolo ma grande budget

La ricerca svizzera nelle nanoscienze è balzata ai primi posti mondiali e vuole restarvi. I mezzi finanziari seguono.

  • CHF 90 milioni: il costo del nuovo centro di ricerca IBM/EPFZ a Rüschlikon (ZH) che mette a disposizione dei laboratori "galleggianti" insensibili alle vibrazioni.
  • 140 milioni: il finanziamento del Polo di ricerca nazionale "Nanosciences" coordinato dall’Università di Basilea dal 2004.
  • 120 milioni: il budget dell’iniziativa federale Nano-tera di ricerca su collettori basati sulle nanotecnologie.
  • 100 milioni: il dono del 2007 dell’industriale Adolphe Merkle per la creazione all’Università di Friborgo di un istituto di ricerca sulle nanoscienze.

Ultima modifica 02.09.2015

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