Perché le PMI francesi scelgono la Svizzera

Centinaia di imprese francesi hanno scelto come sede la Svizzera, ed il numero è in continuo aumento. Si tratta di delocalizzazioni che non sono dettate soltanto da ragioni fiscali. Qualche delucidazione.

Silhouette di persone con ventiquattrore che, viste in controluce, si stagliano sullo sfondo bianco.

"Costatiamo un interesse sempre più marcato verso la Svizzera da parte dei dirigenti francesi, sottolinea Romain Duriez, direttore della Camera franco-svizzera per il commercio e l'industria. In quattro anni si è passati da 400 a più di 550 imprese insediate."

Queste PMI scelgono di esiliare le loro attività per svariate ragioni, che dipendono dai settori di attività. Contrariamente a quanto si pensi, la fiscalità non costituisce il criterio decisivo per un trasloco. " Appare soltanto in quinta posizione in una lista comprendente una decina di fattori, osserva in PME Magazine Philippe Monnier, del Greater Geneva Bern Area (GGBa). Talvolta si costata un afflusso di imprese estere dovuto ad un cambiamento di legge o ad una situazione di crisi politica. E nella maggior parte dei casi si tratta di una decisione che si colloca all'interno di una strategia a lungo termine."

I dirigenti francesi ricercano innanzitutto un clima politico e sociale favorevole all'imprenditoria, in particolare un'amministrazione efficace. La prossimità delle amministrazioni, conseguenza del federalismo, rappresenta un atout. Fabrice Lelouvier, direttore di Ubifrance, la missione economica francese a Zurigo, e coautore della guida "Impiantarsi in Svizzera" lo conferma: "Alcuni imprenditori francesi mi hanno rivelato di sbrigarsela meglio con l'amministrazione federale che con quella del loro paese."

Gli imprenditori francesi non sono i soli ad essere attratti dalla Svizzera: "Giungono sempre più domande da parte di italiani, greci, portoghesi e belgi", spiega Laurent Borella, responsabile di TechnoArk di Sierre.

Non è però tutto rosa e fiori in Svizzera ed i dirigenti stranieri non hanno sempre successo. Malgrado la prossimità geografica, esiste un vero e proprio divario culturale: "La Svizzera è un paese dinamico ma al contempo rigoroso e estremamente pragmatico, accogliente e selettivo, sottolinea il dirigente francese, il quale ha trasferito la sua attività nel Giura. Il ritmo di lavoro è piuttosto sostenuto: la settimana lavorativa conta infatti 45 ore e non 35, con giornate che cominciano presto. Non di rado i primi appuntamenti vengono fissati per le 7 del mattino."

I dirigenti francesi faticano spesso a capire il federalismo. "La Svizzera rischia di apparire complessa, con i suoi 26 cantoni, ed altrettante peculiarità, regole e codici", commenta un altro dirigente d'impresa. "Effettuiamo un lavoro di spiegazione e di educazione, aggiunge Romain Duriez, della Camera franco-svizzera per il commercio e l'industria. Gli imprenditori devono anche capire che la maniera di gestire gli affari è diversa: i francesi si barcamenano maggiormente, mentre gli svizzeri sono più pragmatici e vanno dritti al punto. Non apprezzano inoltre la convivialità e la familiarità, se non dopo un certo lasso di tempo."


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Ultima modifica 02.09.2015

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