Nonno-boom: un’opportunità per numerose imprese

I baby-boomer vanno in pensione, spesso nell’agio. Una manna per coloro i quali sapranno adattarsi ai loro bisogni senza ostracizzarli.

Coppia di persone non più giovani sedute al tavolo di un caffè all'aperto mentre sfogliano una rivista.

Sono nati tra il 1945 ed il 1965 e hanno quindi tra i 45 ed i 65 anni. Entrata sul mercato del lavoro durante i trenta gloriosi, la generazione del baby-boom dispone, globalmente, di un importante potere d'acquisto. Negozia attualmente una fase cruciale della propria esistenza: "sta imparando ad invecchiare" e si prepara, almeno in parte, per il proprio pensionamento. Una partenza in massa che offre belle prospettive in diversi settori, in particolare l'industria del viaggio, i passatempi, la sanità o i cosmetici.

Pur rappresentando soltanto il 15% della popolazione di oggi, gli over 65 rappresenteranno il 25% tra 20 anni. Il baby-boom si appresta quindi a divenire un gigantesco nonno-boom. "I baby-boomer sono accomunati da caratteristiche ben precise: sono numerosi ed hanno vissuto nella società del consumo, in una certa abbondanza, che non rappresenta le condizioni di tutte le persone attualmente in pensione", afferma in PME Magazine Jean-Marie Le Goff, demografo all'Università di Losanna. In fatto di consumo, questo significa comportamenti più individualisti: ad esempio viaggi o abitudini culturali più indipendenti ed esclusive, lontano dai tour organizzati ed altre uscite che riuniscono gruppi di pensionati attuali.

Diverse agenti di viaggio puntano quindi in particolare sugli over "50 anni e più", con un'offerta di alta gamma. Per questa clientela, che dispone spesso di un cospicuo bagaglio culturale, l'offerta è spesso realizzata su misura. Ciononostante, i professionisti del viaggio evitano di proporre prodotti speciali per pensionati, in quanto questi ultimi "non desiderano essere abbordati in questo modo", precisa il portavoce di Kuoni Peter Brun. Più ricca della generazione precedente, quella del baby-boom offre interessanti prospettive commerciali: "Si tratta di clienti più aperti a nuovi sviluppi, così come a destinazioni che non sono ancora state scoperte", aggiunge Peter Brun.

Anche la stampa si è appropriata di questa fascia di mercato. In Svizzera, la rivista LongLife si rivolge in maniera specifica a questa fascia della popolazione. Un altro settore, più inatteso, beneficia anch'esso di questo balzo: quello dei siti di incontri. Secondo LongLife, i baby-boomer rappresentano il 22% dei membri iscritti su Swissfriends.ch (il 45% delle donne ed il 55% degli uomini). In Francia, diversi siti come Netseniors. fr o Senioraffinity.fr si sono addirittura specializzati nel ramo "senior". In un altro campo, il sito Job-60.ch offre invece una piattaforma specifica a tutti i senior -  per i quali il ritorno all'occupazione è più difficile - ed ai pensionati che desiderano restare attivi professionalmente.

I settori della sanità e della cosmetica traggono un enorme profitto dal salto generazionale. Nelle cliniche private, le persone tra i 45 ed i 65 anni rappresentano quasi la metà della clientela e della cifra d'affari. Le attività legate alla casa (decorazione, giardinaggio e bricolage), le nuove tecnologie e tutto quanto concerne i piaceri della tavola hanno pure subito un incremento considerevole: "I baby-boomer non cambiano totalmente i propri bisogni dopo aver passato i 50 anni o dopo il pensionamento, precisa Martine Pavia, capo redattore di LongLife magazine. Danno la priorità ai servizi ed ai prodotti che migliorano il loro benessere, permettendo loro di restare al passo con le altre generazioni, senza doversi preoccupare della pressione sociale." Al contrario dei trentenni, "non hanno niente da provare".

Un'altra particolarità di questo target economico sempre più redditizio e durevole è il fatto che più delle generazioni successive, i rappresentanti delle generazioni X (nati tra il 1960 ed il 1980) ed Y (o "digital natives", nati tra il 1980 ed il 1995), i baby-boomer si distinguono per un certo idealismo e per i punti saldi più marcati, loro che hanno in qualche modo dovuto ricostruire il mondo alla fine della Seconda Guerra mondiale, beneficiano di una crescita economica forte e costante (vedi riquadro qui sotto).


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Sul tema

Baby-boomer: una generazione più edonista

“La generazione X, che è cresciuta durante la crisi, privilegia gli obiettivi personali rispetto a quelli professionali, sottolinea Brigitte Müller, professore assistente in marketing all’Università di Losanna. D’altro canto, la generazione Y apprezza i media, le nuove tecnologie e la vita urbana. È più ottimista a proposito del suo avvenire. I baby-boomer sono invece fortemente influenzati dal maggio ’68 e, quindi, più edonisti.” Questi sono tutti criteri generazionali che vengono sfruttati dalle marche al fine di inquadrare meglio i valori da mettere in evidenza nelle loro offerte e nelle campagne pubblicitarie.

Ultima modifica 02.09.2015

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