Il multilinguismo, un vantaggio innegabile

La capacità di parlare diverse lingue rappresenta un enorme vantaggio sul mercato del lavoro svizzero. Gli impiegati sono percepiti in maniera più positiva all’interno dell’azienda e vengono promossi più facilmente. Spiegazioni.

Una donna dai tratti asiatici e un uomo dai tratti europoidi studiano insieme un documento in piedi accanto alla porta di un ufficio.

Un impiegato che padroneggia una lingua straniera guadagna in media il 15% in più. Svelato nel 2009 dall'Osservatorio economia, lingue e formazione dell'Università di Ginevra, i risultati del progetto LEAP (Lingue straniere nell'attività professionale) mostrano come parlare diverse lingue faccia statisticamente aumentare il salario.

Secondo Maria Anna di Marino, presidente onoraria dell'Associazione vodese delle risorse umane, il plurilinguismo dà un segnale importante alla prima lettura di un curriculum vitae, ancor prima del primo colloquio d'assunzione: "Le persone che parlano una seconda o una terza lingua mostrano un'apertura di spirito. Quelle che hanno effettuato uno stage all'estero sono state confrontate ad altre culture, e daranno certamente prova di autonomia."

Claudio Sfreddo, co-autore dello studio LEAP e professore all' HES della Svizzera occidentale, conferma che le lingue rivestono un ruolo chiave. "In Italia ad esempio, si dice che una persona che parla tedesco sia più tenace di un'altra, che sarà senz'altro sicura di sé e che riuscirà a raggiungere i propri obiettivi. Questo perché il tedesco non si impara facilmente." Altro segnale: una lingua totalmente inutilizzata in Svizzera, come un dialetto africano, ma menzionata sul curriculum vitae, mostrerà che il candidato "non ha paura di investire del tempo per qualcosa che può sembrare inutile". È sufficiente per intravedere una possibilità di miglioramento sul certificato di salario? Il fatto di padroneggiare più lingue "è sempre valorizzato", sottolinea l'esperto. Ma evidentemente, tutte le PMI non hanno la stessa politica remunerativa.

Basandosi su colloqui di lavoro recenti con certe responsabilità di risorse umane, lo specialista nota che i datori di lavoro valorizzano talvolta ogni lingua con degli ammontare fissi. "Abbiamo avuto dei casi di imprese che avevano una politica esplicita di remunerazione delle competenze linguistiche. Al contrario, altre non sapevano affatto dare il giusto valore alle lingue." Secondo lui, non è per forza al momento dell'assunzione che le competenze linguistiche sono meglio messe in risalto, ma è piuttosto una volta in cui la persona si trova all'interno dell'impresa e ne fa uso. Queste la spingeranno naturalmente nella direzione dei salari più elevati. Con base a Zurigo, il portavoce di Adecco Suisse José M. San José ha invece osservato di rado tabelle salari chiare in favore delle lingue: "Ho visto modelli in cui le lingue sono valutate fino a 100 CHF in più al mese, ma si tratta di una minoranza."

Inglese valorizzato

Una tendenza da rilevare: per i romandi, parlare tedesco potrebbe perdere di valore. Claudio Sfreddo osserva infatti che "certe imprese trovano un modo per aggirare il problema" impiegando colleghi germanofoni o degli uffici che li rappresentino. "I datori di lavoro faticano sempre più a trovare degli impiegati che possiedano competenze in tedesco. Gli studenti preferiscono recarsi all'altro capo del modo per imparare l'inglese. Forse perché la lingua è considerata più piacevole, o semplicemente perché il costo dei viaggi è diminuito." La tendenza sembra simile nelle imprese della Svizzera tedesca, regione dove la politica d'insegnamento favorisce l'inglese. "Prima di cominciare a lavorare in un posto fisso, le persone hanno l'abitudine di passare del tempo in un paese anglofono, rileva José M. San José. In seguito le preferenze si dirigono verso la francofonia, poi ai paesi ispanofoni ed infine verso l'Italia. A Zurigo, in un'impresa di grandezza media, si può cavarsela meglio parlando inglese piuttosto che francese. Al contrario, in una piccola impresa che comprende ad esempio tre artigiani ed un impiegato di commercio, sarebbe ideale parlare perfettamente lo svizzero tedesco."

Inoltre, Claudio Sfreddo rileva delle aspettative maggiori per certe lingue fino ad ora poco considerate. "Con l'arrivo della Cina, dell'India e del Sud America sui mercati internazionali, i dati sono cambiati. Più indietro durante gli anni '90, queste nazioni hanno ormai modificato la struttura del mercato." Oggigiorno certe imprese vogliono delle persone che abbiano delle conoscenze delle lingue asiatiche, addirittura delle conoscenze perfette in una di queste lingue, ad esempio il giapponese. Tuttavia, come segnala José M. San José, non è sufficiente parlarlo perfettamente. "Conoscere la cultura di questi paesi rappresenta un vantaggio altrettanto importante. A seconda dei bisogni, certe imprese possono scegliere se far arrivare una persona direttamente dal paese con cui trattano."


Informazione

Sul tema

Differenze salariali confermate

Pubblicato nel 2009, lo studio LEAP si basa su dati concernenti le differenze salariali dovute alle competenze linguistiche raccolte alla fine degli anni ’90 dal Professor François Grin dell’Università di Ginevra. Completato da un’analisi incentrata sul comportamento delle imprese svizzere, lo studio ha dimostrato che la padronanza dell’inglese può significare il 12% in più nei salari. Addirittura, per i francofoni che parlano molto bene il tedesco si può arrivare fino al 23% in più in media sul salario! 

Ultima modifica 02.09.2015

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