I rischi della mobilità digitale al lavoro

Tablet e smartphones seducono sempre più imprese. Furti, pirateria, dipendenze: panoramica dei principali pericoli nascosti dietro alle nuove tecnologie.

Piano ravvicinato sulle mani di alcuni uomini in giacca e cravatta che stanno usando degli smartphone.

"I tablet si fanno sempre più largo tra le imprese", constata Yves Pigneur, specialista delle nuove tecnologie all'HEC di Losanna. Divenuti delle vere stazioni di lavoro portatili, questi strumenti tattili seducono sia per il loro design che per le numerose applicazioni: dalla possibilità di prendere appunti in maniera più dinamica alla presentazione di risultati di esami medici o alle presentazioni di cataloghi commerciali ai clienti. "Uno schermo di computer in posizione verticale costituisce un ostacolo mentale tra due persone, rileva Yves Pigneur. Una tavoletta invece non perturba eccessivamente e si colloca facilmente al centro di una conversazione."

Ma l'adozione affrettata dei tablet, o degli smartphones, non è priva di rischi per le imprese ed i loro impiegati. "Certe società svizzere ordinano migliaia di iPad senza nemmeno riflettere sulla questione della sicurezza", rivela Paul Such, consulente in sicurezza informatica. Secondo l'esperto, la perdita di uno smartphone o di un tablet costituisce un rischio più elevato rispetto alla perdita delle chiavi o del portafoglio. "Non si immagina che questi apparecchi contengono: e-mail confidenziali, liste di contatti, password. Le PMI hanno appena cominciato a rendersi conto del possibile pericolo."

Senza parlare della pirateria dei programmi. "Le applicazioni installate senza precauzioni possono nascondere un cavallo di Troia, ovvero una programma concepito per raccogliere dati riservati all'insaputa degli utilizzatori", avverte Paul Such. Per quanto concerne le applicazioni di un iPad, uno studio pubblicato dal Laboratorio internazionale per la sicurezza dei sistemi mostra che su 1'400 applicazioni esaminate, 5 prendevano informazioni dalla rubrica, 36 accedevano alla posizione GPS dell'apparecchio e più della metà raccoglievano il numero d'identificazione.

Altro punto da prendere in considerazione: l'impatto di queste tecnologie sulla psicologia degli impiegati. "Per molti, i tablet e gli smartphones rappresentano importanti fattori di stress che, a lungo termine, possono ripercuotersi sulla salute, sottolinea Koorosh Massoudi, psicologo del lavoro all'Università di Losanna. Questi apparecchi sono spesso regalati dalle imprese. Sono concepiti per aumentare la produttività. Pur se questo non è richiesto in maniera specifica, gli impiegati sono convinti di dover lavorare più velocemente, perdendo la cognizione del tempo e finendo per cadere nel panico."

Inoltre, questi "uffici mobili" esigono molta più flessibilità e disponibilità. "Oggigiorno, le persone arrivano addirittura a leggere la posta elettronica prima di addormentarsi, afferma preoccupato il ricercatore. Questa forte pressione alla disponibilità è radicata nella cultura occidentale. Non è per forza il datore di lavoro che l'impone. Si tratta piuttosto di una dipendenza verso l'informazione ancorata tra gli individui ed amplificata dalle nuove tecnologie." Infatti, la paura di non prendere visione di un'informazione urgente perseguita i lavoratori in vacanza, dal momento in cui l'accesso ad internet è limitato.

Lo psicologo sottolinea come questo fenomeno sia già riuscito ad alterare la produttività nelle imprese. Si manifesta sotto forma di un calo della concentrazione degli impiegati, di assenze, di malattie o di conflitti sul posto di lavoro. "Per evitare che tutto questo si produca, i dipendenti devono sforzarsi di distinguere tra vita privata e vita professionale. E sono i datori di lavoro a doverli aiutare in questo."


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Ultima modifica 02.09.2015

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