I contratti a durata determinata sono in aumento in Svizzera

Firma di un contratto.

(09.05.2018) I contratti a durata determinata (CDD) sono sempre più frequenti sul mercato del lavoro elvetico. Nel 2017, l’8% dei dipendenti aveva un contratto di questo tipo, contro il 6,7% del 2010, secondo l’ultima inchiesta svizzera sulla popolazione attiva dell’Ufficio federale di statistica. 

I giovani sono i più toccati. La quota di CDD tra i giovani dai 15 ai 24 anni (apprendisti esclusi) raggiungeva il 22% nel 2017. Tra questi contratti, il 40,9% era di stage. Nel 2010, la proporzione di CDD per questa fascia d’età ammontava al 18,4%, di cui il 36,2% di stage. Lo studio mostra tuttavia che tutte le categorie d’età sono implicate in questa tendenza, tranne quella di 55-64 anni, dove i CDD mostrano un leggero calo. 

Gli orari flessibili costituiscono un altro fenomeno in aumento. Nel 2017, questo tipo di organizzazione concerneva il 42,2% dei dipendenti, contro il 40,9% nel 2010. La tendenza tocca sia gli uomini che le donne. La quota di lavoratori che beneficiano di orari flessibili aumenta fortemente con l’età. Tra i 15-24 anni era del 29,1% nel 2017. 

L’inchiesta fa pure il punto sul lavoro nel weekend e di notte. Ne emana che il 19% degli attivi occupati lavoravano regolarmente il sabato nel 2017, in calo rispetto al 2010 (22,5%). Per la domenica, la proporzione raggiungeva il 9,8%. Anche in questo caso, il tasso è diminuito dall’inizio del decennio (11,3% nel 2010). 

Per quanto concerne il lavoro notturno, ne è coinvolto il 4,5% degli impiegati. Esso è in leggera diminuzione rispetto al 2010 (5,4%). Questo tipo di attività si rivela più frequente tra gli uomini (5,2%) che tra le donne (3,7%).


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Ultima modifica 09.05.2018

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