Il commercio al dettaglio retrocede

Primo piano sulle mani di una persona che reggono uno scontrino.

(11.10.2017) I redditi dei commercianti al dettaglio svizzeri hanno registrato un calo nel mese d’agosto 2017. Corretti delle variazioni stagionali, sono diminuiti dello 0,3% rispetto al mese di luglio, come indica l’Ufficio federale di statistica (UST). Su ritmo annuo, la flessione tocca lo 0,6%.

La diminuzione della cifra d’affari del commercio al dettaglio sull’arco di un anno è meno netta in termini reali, cioè tenuto conto del rincaro. Ha raggiunto lo 0,2%. Rispetto al mese precedente, in termini reali la diminuzione registrata è di nuovo dello 0,2%.

Senza tenere in conto l’effetto dei giorni lavorativi e feriali, su ritmo annuo le vendite del commercio al dettaglio, escluse le stazioni di servizio, sono calate dello 0,7% in termini nominali. In termini reali, la diminuzione è dello 0,2%. La variazione rispetto al mese precedente è invece del -0,3% in termini nominali e del -0,1% in termini reali.

Rispetto ad agosto 2016, le cifre d’affari del commercio al dettaglio dei generi alimentari, delle bibite e del tabacco sono diminuite dell’ 1,4% in termini nominali (-1,2% in termini reali). Rispetto al mese di luglio, la flessione è dello 0,5% in termini nominali (-0,2% in termini reali).

Per quanto riguarda il settore non alimentare, le vendite sono calate dello 0,2% in termini nominali rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso. Sono invece progredite dell’ 1,2% in termini reali. Rispetto al mese precedente sono diminuite dello 0,1% in termini nominali (0,0% in termini reali).

L’UST stabilisce la statistica del commercio al dettaglio sulla base di un campione di circa 4000 aziende consultate ogni mese.


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Ultima modifica 11.10.2017

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