Trimestre difficile per le imprese esportatrici

Primo piano sulle mani di un artigiano che lavora ad un gioiello.

(25.11.2015) Le società esportatrici svizzere stanno attraversando un periodo poco propizio. Secondo l’Amministrazione federale delle dogane (AFD), le vendite al di fuori dalle frontiere si sono contratte del 5,2% – su scala annuale – nel periodo compreso tra luglio e settembre, raggiungendo CHF 49,2 miliardi.

Calcolato in termini reali, il calo raggiunge il 3,8%. L’AFD precisa che sui primi nove mesi dell’anno, le entrate realizzate all’estero si sono contratte del 3,4% (1,7%) in termini reali, a CHF 149,36 miliardi.

Un solo settore ha ottenuto un miglioramento delle esportazioni al terzo trimestre: la gioielleria ha fatto registrare una cifra d’affari nominale in aumento dell’1,4%. Dalla parte opposta della classifica, l’industria metalmeccanica ed elettronica ha subito un calo del 9,2%.

Altrettanto toccata dal calo, l’industria della carta e delle arti grafiche ha visto la sua domanda estera assottigliarsi del 9,1%. Seguono l’industria delle materie plastiche (-7,7%) e l’industria metallurgica (-6,6%).

L’orologeria ha invece fatto segnare, nei tre mesi in esame, la flessione più netta dal 2009. Le esportazioni sono diminuite del 6,5%.

Per quanto concerne gli sbocchi, l’AFD constata che il Nord America e l’Oceania sono i soli continenti nei quali i beni svizzeri sono andati crescendo al terzo trimestre. Il secondo maggior cliente delle imprese elvetiche, l’Asia, ha invece fatto acquisti per l’8% in meno rispetto ad un anno fa.

Le esportazioni verso l’Africa si sono invece contratte del 7% e quelle in Europa del 6%. L’AFD rileva però che gli affari sono cresciuti del 25% verso il Regno Unito.

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Ultima modifica 25.11.2015

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