Segnali positivi nell’industria

Primo piano su delle mani di donna che presentano dei grafici su un tavolo. Di fianco alle mani di donna una mano d'uomo con un pollice alzato in segno di OK.

(08.04.2015) L’industria elvetica ha ripreso colore durante il mese di marzo. Dopo due mesi di calo in gennaio e febbraio, l’indice dei direttori degli acquisti (PMI) di procedure.ch e di Credit Suisse ha guadagnato 0,6 punti, a 47,9 punti.

L’indicatore, che si basa sul livello di attività di più di 200 direttori degli acquisti di imprese industriali svizzere, resta però al di sotto della soglia di crescita di 50 punti, per il terzo mese consecutivo.

Al mese di marzo la produzione è rimasta stabile e le sottocategorie "ordini" e "utilizzo delle capacità" non hanno avuto un deterioramento significativo. L’indice dell’occupazione, al contrario, ha perso 1,8 punti e si è stabilito a 43,6 punti, sfiorando il livello più basso dall’ottobre 2009.

Il miglioramento del mese di marzo è probabilmente legato al leggero deprezzamento del franco su questo periodo, secondo l’inchiesta mensile. La moneta elvetica è scesa quasi del 10% al di sotto del picco raggiunto a metà gennaio, dovuto alla decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abolire la soglia minima di cambio. In un contesto di ripresa mondiale, l’industria svizzera riesce a farsi andar bene una tasso di cambio di CHF 1,10 per EUR 1 e la quasi parità con il dollaro.

Malgrado queste prospettive positive, pocure.ch e Credit Suisse sottolineano che il franco è andato rafforzandosi con l’euro verso la metà di marzo. Se la tendenza non si invertirà a breve termine, la stabilizzazione dell’indice PMI non dovrebbe durare.


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Ultima modifica 08.10.2015

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