Timido incremento delle vendite atteso dai dettaglianti

In una concessionaria d'auto un'venditore in giacca e cravatta consegna le chiavi di un'auto nuova a un giovane uomo vestito casual.

(21.01.2015) I dettaglianti elvetici dovrebbero godere di un incremento piuttosto timido dei loro fatturati quest’anno. Secondo lo studio "Retail Outlook" di Credit Suisse, realizzato in partenariato con Fuhrer & Hotz, le cifre d’affari nominali del ramo aumenteranno dello 0,7%.  

Malgrado un miglioramento atteso del reddito delle famiglie e del potere d’acquisto, così come di un incremento demografico, il clima del consumo non dovrebbe migliorare nel 2015. Infatti, né la Svizzera, né l’Unione europea lasciano presagire una netta progressione congiunturale.

Di conseguenza, gli specialisti del commercio al dettaglio interpellati nel quadro dell’inchiesta si mostrano prudenti per quanto concerne l’evoluzione dei loro affari. Il 73% si aspetta una progressione delle vendite ed il 50% si aspetta invece un aumento degli utili, ma questi incrementi dovrebbero rappresentare il 2% al massimo.

Il turismo d’acquisto, pur se rimasto elevato nel 2014, si è stabilizzato. Secondo gli osservatori di Credit Suisse, questo fenomeno è dovuto ad una diminuzione della differenza tra i prezzi esposti in terra elvetica e nei paesi vicini. Bisogna però prendere distanza rispetto a queste previsioni, le quali sono state fatte prima dell’annuncio dell’abolizione della soglia di cambio a 1,20 CHF da parte della BNS il 15 gennaio scorso.

Lo studio "Retail Outlook" mette in evidenza una tendenza di consumo in accelerazione, ovvero gli acquisti online. Se nel 2013 soltanto il 4,7% degli incassi registrati dai commercianti era frutto di tale pratica, gli esperti anticipano una progressione all’11% nel 2020.

Non tutti i settori saranno toccati allo stesso modo dall’incremento del commercio su Internet. Nell’elettronica di massa, la percentuale di vendite realizzate tramite rete dovrebbe aumentare dal 26% al 38%. Per quanto concerne l’abbigliamento ed i prodotti alimentari, si dovrebbero riscontrare balzi rispettivi dal 14% al 27% e dall’1,6% al 3,5%.


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Ultima modifica 08.10.2015

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