Le imprese di grandezza media si confermano ottimiste

Team di quattro persone sorridenti (due uomini e due donne) attorno ad un tavolo in una riunione di lavoro rilassata.

(03.06.2015) La forza della moneta elvetica non intacca l’ottimismo degli imprenditori. Secondo un barometro pubblicato da Ernst & Young (EY), i due terzi dei dirigenti di società che contano tra i 30 ed i 2'000 collaboratori non si aspettano una contrazione dei loro introiti nel 2015.

La fiducia è però diminuita dall’abolizione della soglia minima di cambio: circa il 30% dei dirigenti prevede un calo del proprio fatturato durante l’anno in corso, mentre al momento dello studio condotto in gennaio la percentuale era del 10% soltanto.

L’inchiesta è stata condotta all’inizio del mese di maggio presso 250 società, tutte non quotate in borsa. Rivela che sono le imprese il cui fatturato supera i CHF 100 milioni, così come le società industriali, coloro le quali si sentono maggiormente minacciate.

Interrogati sulla loro situazione commerciale attuale, più della metà (53%) degli interpellati l’ha definita buona. Una fetta che eccede quella di luglio 2001 (41%), poco prima dell’introduzione della soglia minima di cambio.

Per far fronte alla forza del franco, più della metà delle società ha messo in atto programmi specifici al fine di dopare l’innovazione, di attenuare i costi o di rafforzare la propria efficacia, rivela ancora il barometro. Più di un’impresa su quattro ha inoltre indicato di aver introdotto misure quali la riduzione dei prezzi, l’acquisizione vantaggiosa di prestazioni anticipate all’estero o ancora la diversificazione dei mercati.

La politica d’assunzione è stata pure rivista da molti imprenditori. Circa il 30% dei sondati ha rivelato di non assumere più nuovi dipendenti, mentre il 20% dei datori di lavoro non esclude di diminuire i propri effettivi. Per quanto concerne le diminuzioni salariali e la disoccupazione parziale, esse toccano rispettivamente l’8% ed il 9% delle aziende.


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Ultima modifica 08.10.2015

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