Franco forte: torna l’ottimismo

Un uomo seduto a un tavolo disegna un diagramma a barre su un foglio. La curva del grafico è ascendente e marcata da una freccia rossa.

(08.04.2015) L’economia svizzera potrebbe resistere meglio del previsto alla fine del tasso di cambio minimo con l’euro. Il centro di ricerche congiunturali dell’ETHZ (KOF), che prevedeva a fine gennaio una contrazione della crescita dello 0,5% nel 2015, mostra ormai un aumento dello 0,2%.

Nelle sue previsioni primaverili, l’istituto zurighese prevede una stabilizzazione del tasso di cambio intorno a CHF 1,07 per EUR 1 fino al 2016. Nelle sue previsioni precedenti, il KOF prevedeva un tasso prossimo alla parità.

Si attende una diminuzione del prodotto interno lordo (PIL) dalla fine del primo trimestre, rispetto al trimestre precedente. Il ritorno della crescita è atteso per gli ultimi tre mesi dell’anno. Nel 2016 la crescita del PIL dovrebbe raggiungere l’1%.

L’impatto sul mercato del lavoro resterà limitato in un primo tempo. Il tasso di disoccupazione, secondo la definizione della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), dovrebbe aumentare leggermente nel 2015, a 3,4%. L’anno prossimo potrebbe raggiungere il 3,8%. Il consumo privato sarà toccato marginalmente e continuerà a sostenere l’economia.

Sono previste delle flessioni nella produzione in molti settori durante l’anno. Le imprese che esportano la maggior parte dei propri prodotti verso la zona euro saranno le vittime principali. Le esportazioni dovrebbero progredire dell’1,2% nel 2015 e del 2,4% l’anno seguente.

Gli investimenti subiranno anch’essi il contraccolpo del franco forte. Nel 2015 gli investimenti in attrezzature dovrebbero aumentare dello 0,3% e quelli dell’edilizia diminuire dello 0,6%.


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Ultima modifica 08.10.2015

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