Diminuzione dei fatturati nell’industria MEM

Primo piano su delle scintille generate dall'attrito di una punta di una macchina di precisione su del metallo.

(03.06.2015) La fine della soglia minima di cambio tra franco ed euro si è fatta sentire al primo trimestre nell’industria metalmeccanica ed elettrica svizzera (MEM). Secondo Swissmem, la cifra d’affari del settore si è contratta dell’8,1% su scala annuale.

La diminuzione dei fatturati concerne le società di ogni grandezza, precisa l’associazione mantello. Inoltre, sia le PMI che le grandi aziende lamentano un calo degli ordini in entrata, che ammonta in media al 17,1%.

L’indice degli ordini in entrata crolla quindi al suo valore più debole dal 2011. Ciononostante, Swissmem precisa che questa flessione è dovuta in parte ad un effetto di base. In altre parole, non si tratta soltanto dell’evoluzione attuale, ma anche della situazione inusuale di 12 mesi fa che spiega questa variazione eccezionale.

Sul fronte dell’utilizzo delle capacità produttive lo scenario è più favorevole: in aprile, esso raggiungeva ancora l’87,6%, ovvero un livello simile alla media dello scorso anno (88,2%). Questo fenomeno deriva dagli ordini in entrata positivi del 2014.

Il ramo prevede un netto incremento della disoccupazione parziale per il secondo semestre. Interpellati in marzo dall’associazione mantello, il 63% dei dirigenti teme di vedere i propri margini assottigliarsi di almeno il 4% a causa del rincaro del franco. Quasi un terzo delle imprese si aspetta così un deficit operativo quest’anno.

Per far fronte a questa situazione tesa, il 16% delle società MEM non esclude di delocalizzare parzialmente la propria catena di creazione del valore al di fuori dalle frontiere, in caso di un rafforzamento della moneta elvetica a CHF 1,05 per EUR 1. Se le due monete dovessero raggiungere la parità, la percentuale salirebbe al 28%.


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Ultima modifica 08.10.2015

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