Esportazioni in sofferenza nel mese di maggio

Piccolo mappamondo accanto a cui vi sono delle minuscule riproduzioni di pacchi con scritte quali fragile e express.

(01.07.2015) Le vendite di prodotti svizzeri oltre frontiera hanno ceduto in maggio. Secondo i dati dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD), le esportazioni si sono contratte dell’11% nel valore nominale rispetto al medesimo mese del 2014, toccando i CHF 15,46 miliardi.

Oltre alla forza della moneta elvetica, questa diminuzione si spiega con due giorni feriali in meno in comparazione annua. Corretta di questo effetto, la diminuzione tocca solamente lo 0,8%. Per ciò che concerne le vendite reali all’estero, sono al contrario aumentate dell’ 8,9% a causa di una diminuzione dei prezzi.

Senza contare l’effetto calendario, i settori dell’orologeria, quello dei tessili, abbigliamento e calzature, e della gioielleria sono i soli ad aver visto le proprie esportazioni aumentare nel valore nominale. Questi aumenti si attestano rispettivamente all’ 1,4%, 4,7% e 24,6%.

Dall’altro capo della classifica, i settori che hanno maggiormente sonnecchiato durante il periodo in esame sono l’industria della carta e delle arti grafiche (-12,3%), l’industria delle materie plastiche (-7,4%), l’industria chimico-farmaceutica (-3,8%) e l’industria metallurgica (-3,5%).

Sempre corretta rispetto ai giorni feriali, la domanda estera si è contratta (nominalmente) quasi ovunque. L’Asia fa eccezione, con una crescita dell’ 1%. Sono Africa ed Oceania ad aver subito la diminuzione maggiore (-20% ognuna).

Le vendite verso l’Europa sono, quanto a loro, diminuite del 17%, cioè CHF 1,6 miliardi. L’AFD precisa che l’insieme dei principali partner della Svizzera hanno seguito questa tendenza alla diminuzione. Germania, Regno Unito e Francia, dunque, hanno tutte perso tra il 14 ed il 16%.


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Ultima modifica 10.10.2015

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