Discriminazioni ancora molto presenti sul posto di lavoro

Uomo di una certa età in abiti da ufficio con una cartelletta sotto il braccio e sullo sfondo altre persone in giacca e cravatta che dialogano tra loro.

(07.10.2015) Le discriminazioni sul posto di lavoro non sono un tema d’altri tempi. Secondo l’ultima statistica del barometro trimestrale pubblicato da Randstad, quasi un quarto dei salariati svizzeri ha subito un trattamento di sfavore a causa della sua età.

I collaboratori uomini sono toccati maggiormente dalle discriminazioni legate all’età rispetto alle donne: la percentuale raggiunge il 28%, contro il 19% tra le donne. Inoltre, gli uomini sono più spesso toccati da problemi legati al loro orientamento sessuale: il 13% dei partecipanti al sondaggio dichiara di aver già vissuto una discriminazione di questo tipo. Tra le interpellate donne questa quota tocca il 5% soltanto.

Il genere fa anche parte delle fonti di discriminazione nelle imprese. Il 17% delle persone sondate riporta di aver già subito un trattamento differenziato perché uomo o donna. Tra i giovani lavoratori uomini di età compresa tra i 18 e 24 anni, la quota esplode al 46% (contro il 16% tra le giovani lavoratrici donne).

Tra gli altri motivi di discriminazione rilevati da Randstad figurano, senza troppa sorpresa, l’origine e la religione. Questi due elementi sono citati rispettivamente dal 15% e dal 10% dei partecipanti all’inchiesta.

Gli autori dello studio affermano che l’ampiezza delle discriminazioni osservata sul mercato del lavoro svizzero contrasta fortemente con l’importanza che i salariati accordano alla diversità. Questa nozione – che può raggruppare l’età, il sesso, la religione ed anche l’orientamento sessuale – è infatti apprezzata da più del 90% degli interpellati.


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Ultima modifica 10.10.2015

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