Calo dei prezzi in giugno

Vecchia bilancia a due piatti davanti a cui sono posate tre mele disposte a piramide.

(05.01.2015) I consumatori svizzeri hanno ottenuto di più con il loro denaro nel mese di giugno 2015. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), l’indice dei prezzi alla produzione e all’importazione si è ridotto sia su scala mensile (-0,1%) che annuale (-6,1%).

Alla fine del periodo in esame, l’indice generale si situava a 91,6 punti, contro i 100 punti del dicembre 2010, che serve come termine di paragone. Tenendo conto unicamente dei prodotti indigeni, gli specialisti dell’UST constatano una stagnazione mensile, con un indice specifico di 94,2 punti. Rispetto allo stesso mese del 2014, i prezzi alla produzione sono invece calati del 4,3%.

Sono state osservate delle contrazioni rispetto al mese di maggio anche a livello del settore tessile, della falegnameria per l’edilizia e  per gli interni. Al contrario, gli ortaggi e le patate hanno visto i loro prezzi salire.

Per quanto riguarda le importazioni, l’UST riporta una diminuzione dello 0,2% dei prezzi rispetto al mese precedente. L’indice ad hoc si situa ormai a 86,1 punti.

I prodotti che hanno fatto registrare la diminuzione più significativa sono quelli legati ai metalli non ferrosi. Gli idrocarburi, i cereali, gli ortaggi, i tessili e l’acciaio fanno anch’essi parte dei beni i cui prezzi si sono contratti. Al contrario, i frutti in guscio e i computer sono rincarati.

Su scala annuale, il calo è molto più netto (10%). Ricordiamo che l’indice dei prezzi all’importazione non tiene conto né delle imposte di consumo, né dell’imposta sul valore aggiunto, né dei dazi doganali.


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Ultima modifica 10.10.2015

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