Brusca frenata per le PMI in febbraio

Lente d'ingrandimento posata su un grafico.

(22.04.2015) Le prospettive delle PMI svizzere sono andate degradandosi in febbraio. Il barometro UBS delle piccole e medie imprese è caduto a -1,29 punti, contro i -0,46 precedenti. L’indice per le grandi imprese è anch’esso precipitato, ma in maniera più debole: è passato da -0,34 a -0,73 punti.

Rispetto all’anno precedente, le grandi aziende hanno vissuto un peggioramento particolarmente marcato dei loro ordinativi. Sul fronte delle PMI, gli ordini in entrata sono pure calati sensibilmente, così come la produzione ed il morale degli affari in generale. In confronto ai trimestri precedenti, le piccole e medie imprese mostrano però più ottimismo rispetto alle grandi aziende per quanto concerne il volume degli ordini e il morale degli affari.

Quasi tutte le imprese che hanno preso parte all’inchiesta hanno fornito le loro risposte prima dell’abbandono della soglia minima di cambio del franco svizzero da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) il 15 gennaio scorso. Sia le società esportatrici che quelle rivolte al mercato interno dovrebbero subire le conseguenze di questa decisione, secondo UBS.

L’industria turistica è una delle più vulnerabili a causa del rafforzamento del franco, dato che il 55% dei pernottamenti sono da attribuire a visitatori stranieri, sottolinea la banca. Questo settore era stato già fortemente toccato dall’aumento della moneta elvetica nel 2011 e non si era ancora ristabilito interamente, ricorda UBS. L’edilizia, invece, dovrebbe essere segnata dall’aumento della disoccupazione e dalla diminuzione della crescita dei salari.


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Ultima modifica 08.10.2015

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