Rare sono le PMI che prevedono una diminuzione delle vendite

Primo piano su due pile di monete e due dadi posati su dei grafici ad andamento irregolare. Su uno dei dadi si può leggere la parola "buy" (compra) sull'altro "sell" (vendi).

(05.02.2014) In questa fase di inizio 2014 il morale dei dirigenti d'impresa delle piccole e medie imprese elvetiche è di molto migliore rispetto ad un anno fa. Secondo un sondaggio condotto dall'Associazione svizzera delle PMI (ASPMI), soltanto il 7,9% di questi prevede una diminuzione delle proprie entrate annuali.

Al momento dell'inchiesta precedente, gli imprenditori che temevano una contrazione della loro cifra d'affari erano ancora il 24%, sottolinea l'ASPMI. Condotto tra l'8 ed il 20 gennaio, il sondaggio 2014 tiene conto del parere di 10'200 dirigenti di PMI attive in tutti i settori d'attività. L'accento è messo in particolare sulle piccole strutture: il 69% delle società interpellate conta meno di dieci collaboratori.

Interpellati sulle loro vendite del 2013, il 24% degli imprenditori ha indicato di aver registrato un calo. Al contrario, il 39,3% delle PMI sono riuscite a rimpolpare la loro cifra d'affari. Nel 36,7% dei casi è stato invece constatato uno stallo. Secondo l'ASPMI questi risultati indicano che la situazione economica delle piccole e medie società elvetiche sia migliore rispetto a quanto affermano i media.

Per l'anno appena iniziato, il 49,9% degli imprenditori si aspetta guadagni invariati. Sono quasi altrettanti (42%) quelli che pensano ad un miglioramento delle vendite. Questo ottimismo mostra chiaramente, secondo l'associazione mantello, che le PMI sono innovatrici e costantemente alla ricerca di soluzioni che permettano loro di migliorarsi.

L'inchiesta condotta dall'ASPMI cerca pure di scoprire qual è l'importanza del commercio estero per le piccole e medie imprese del paese. I risultati contrastano con certi preconcetti, commenta l'associazione. Infatti, solo il 15% delle PMI sondate affronta sia esportazioni che importazioni. Quelle attive soltanto al di fuori delle frontiere rappresentano soltanto il 5,5% del totale. Infine, il 62% non è implicato né nell'import che nell'export.


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Ultima modifica 07.10.2015

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