La penuria di talenti resta la preoccupazione principale

Quattro colleghi, due uomini e due donne, discutono sorridenti attorno a un tavolo cosparso di documenti.

(10.12.2014) La penuria di manodopera qualificata rimane la sfida più grande delle imprese svizzere. Secondo uno studio di PwC, più della metà dei dirigenti di società a conduzione famigliare elvetici sono preoccupati da questa questione, un tasso leggermente superiore alla media mondiale.

Sei anni fa, le inquietudini relative all'assunzione di talenti concernevano solamente il 24% delle imprese del paese. Nel 2012, questa percentuale era balzata al 49%. Oramai sono il 71% degli imprenditori famigliari a pensare che la ricerca di specialisti da assumere costituirà un compito essenziale nel corso dei cinque anni venturi.

Lo studio di PwC punta il dito anche sull'importanza che riveste la competitività per le società elvetiche. Mentre nel 2008 e nel 2012 questa tematica era definita problematica da, rispettivamente, il 14% ed il 32% delle persone interpellate, la percentuale è salita al 40% quest'anno. Per poter restare competitive, le imprese diventano sempre più internazionali. In tale contesto, l'accesso al mercato diviene una preoccupazione sempre maggiore (11% nel 2004, contro il 2% del 2012).

Interpellati riguardo l'intensità delle proprie attività di export, i dirigenti delle imprese a conduzione famigliare svizzeri hanno risposto di smerciare il 40% delle proprie merci e servizi al di fuori delle frontiere. In cinque anni, questa percentuale dovrebbe salire al 44%. Su scala mondiale, le rispettive percentuali raggiungono solo il 25% ed il 32%.

Dallo studio scaturisce che le zone che presentano il maggior potenziale di crescita per le vendite all'estero sono l'Europa (62%), l'Asia (49%) e le due parti del continente americano (29%). Sul continente europeo, Germania e Francia dovrebbero rimanere i paesi con la maggior richiesta di prodotti svizzeri.


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Ultima modifica 08.10.2015

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