Esportazioni: le PMI elvetiche meno ottimiste

Un veicolo elevatore in un grande deposito industriale.

(23.10.2014) L'ottimismo delle piccole e medie imprese elvetiche in fatto di esportazioni è in calo. Secondo un sondaggio condotto da Switzerland Global Enterprise (S-GE), le aspettative dei dirigenti d'impresa sono meno forti rispetto a tre mesi fa, pur situandosi sempre al di sopra della soglia di crescita.

L'inchiesta, che è stata condotta presso 200 PMI all'incirca, mostra un valore di 60,8 punti, mentre la soglia di crescita è fissata a 50 punti. S-GE precisa che la maggior parte dei settori si aspettano ancora un aumento delle vendite al di fuori dalle frontiere durante i prossimi mesi.

Citato da S-GE, il barometro delle esportazioni realizzato da Credit Suisse - che rispecchia la domanda estera di prodotti svizzeri - fa apparire un quadro meno ottimista: ammonta a 0,94, primo valore inferiore alla media a lungo termine - ovvero 1 -  da più di dodici mesi.

Per quanto concerne la zona euro, la stagnazione della domanda sembra riconfermarsi, sottolinea la banca. In particolare, dovrebbe rivelarsi più difficile per le imprese elvetiche esportare i propri prodotti in Germania ed in Francia, pur se vi è realizzato un terzo delle fatture d'esportazione.

Anche se l'Europa resta un mercato importante, le specialisti di S-GE consigliano alle PMI svizzere di volgere lo sguardo più ad ovest. Infatti, le crescite delle esportazioni più forti dovrebbero giungere dagli Stati Uniti.

Il sondaggio rivela che il 41% degli imprenditori conta di proporre i propri prodotti in questo paese durante il prossimo trimestre, contro il 38% di tre mesi fa. Per quanto riguarda l'Europa, le stime rimangono stabili: il 92% delle PMI ha intenzione di esportarvi i propri prodotti.


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Ultima modifica 07.10.2015

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