Donne discriminate dal primo impiego

Quattro persone attorno a un tavolo da riunione, le due persone in primo piano (una donna e un uomo) sono in piedi e si danno la mano, sembrano aver concluso un accordo.

(01.01.2013) È già a partire dal primo impiego che le donne ricevono salari meno elevati rispetto agli uomini in Svizzera. Secondo uno studio del Programma nazionale di ricerca (PNR 60), la differenza nelle remunerazioni tra i sessi ammonta al 7%, ovvero CHF 278, già all'entrata nella vita attiva.

Fino ad ora si ignorava il momento del percorso professionale in cui insorgono le differenze salariali. Per scoprirlo, i ricercatori del PNR 60 hanno sfogliato i dati relativi a 6'000 giovani che partecipano dal 2000 ad un'inchiesta sul passaggio dalla scuola alla vita attiva.

Tra le conclusioni dello studio figura il fatto che le differenze salariali sono particolarmente forti nelle professioni che presentano un rapporto equilibrato tra i sessi, ovvero dove la questione di genere non si pone nemmeno. Questo non significa che vi sia alcuna discriminazione nei rami d'attività ritenuti tipicamente maschili o femminili. I ricercatori constatano in particolare che i compiti assegnati agli uomini nell'ambito dei settori professionali femminili sono meglio retribuiti.

Le ragioni per le differenze salariali precoci sono molteplici. Tra le potenziali cause figura il fatto che i giovani uomini scelgono imprese che pagano di più o riescono a negoziare meglio il proprio salario. Il sistema elvetico di formazione, che prevede una scelta precoce della professione, sembra pure sfavorire le donne, che optano per mestieri meno ben pagati.

Il PNR 60 evoca inoltre il fatto che agli occhi degli impiegati, le donne rappresentano una manodopera meno fedele, dato che molte di loro cessano l'attività professionale o riducano la loro percentuale lavorativa dopo avere fondato una famiglia. Di conseguenza, i ricercatori raccomandano l'introduzione di misure che permettano di far uscire le donne dai ruoli tradizionale, come ad esempio il congedo maternità condiviso dai due coniugi, e che già sono state adottate nei paesi scandinavi.


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Ultima modifica 15.09.2015

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