Bisogno crescente di manodopera estera nell’ingegneria

Ritratto di un ingegnere sorridente che legge un piano di costruzione su un cantiere. Sullo sfondo ci sono una gru e la struttura di un padiglione in costruzione.

(21.05.2014) Il buon funzionamento del settore dell'ingegneria e della pianificazione della costruzione implica ormai il reclutamento di 800 stranieri all'anno. L'Unione svizzera degli studi consulenti di ingegneria (usic) stima a 4'000 nuovi salariati il bisogno annuale totale del settore.

Secondo un'inchiesta che l'usic ha condotto tra marzo ed aprile presso le sue imprese membri, la domanda di manodopera straniera si farà sentire soprattutto nei prossimi anni nelle regioni frontaliere come Ginevra e Losanna, Basilea ed anche il Ticino. Quasi il 40% degli impiegati del ramo già provengono dalla migrazione.

L'usic rappresenta all'incirca 430 società d'ingegneria e di pianificazione nel paese. Attualmente, circa il 25% dei 14'000 collaboratori di queste imprese possiede un passaporto diverso da quello svizzero. La parte di lavoratori europei ammonta al 90% e quella delle persone domiciliate in terra elvetica al 67%.

Per stimare i bisogni futuri di effettivi della Svizzera, l'associazione - che raggruppa circa il 40% delle imprese attive sul mercato - ha estrapolato le sue aspettative all'insieme del ramo dell'ingegneria e della pianificazione. Da notare che l'architettura non è compresa in questi calcoli.

L'usic ricorda che il settore dell'ingegneria e della pianificazione, che si occupa in particolare della sistemazione, il rinnovamento e la manutenzione delle infrastrutture nazionali, prende impegni contrattuali a lungo termine. L'anticipazione dei bisogni futuri di effettivi è quindi particolarmente importante.


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Ultima modifica 07.10.2015

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