L’industria svizzera diffida della congiuntura

Operaio sorridente in tuta blu e occhiali protettivi davanti a un macchinario.

(10.07.2013) Le imprese industriali svizzere hanno mostrato in giugno una certa diffidenza riguardo l'evoluzione della congiuntura. Secondo procure.ch e Credit Suisse, l'indice dei direttori agli acquisti (PMI) è diminuito di 0,3 punti rispetto al mese precedente, per raggiungere 51,9 punti.

Malgrado questa lieve flessione, il PMI, che fornisce un'idea dell'evoluzione dell'andamento degli affari nel settore industriale, resta nella zona di crescita (cioè sopra i 50 punti) per il terzo mese consecutivo. Ricordiamo che nel 2012 raggiungeva solo 48 punti. I dati rilevati mostrano che la ripresa della congiuntura industriale si iscrive nella durata, sostengono i responsabili dell'indice.

Osservando le diverse componenti del PMI, si constata che anche se il volume delle commesse è più importante ed il tasso di occupazione più elevato, le imprese hanno dovuto ridurre le proprie capacità. Una situazione che gli specialisti collegano all'attuale incertezza generale.

In particolare, la componente "copiacommissione" ha chiuso il mese di giugno ben al di sopra del livello di crescita, a 55,8 punti. Quanto alla componente "termine di consegna", ha chiuso al livello più elevato da luglio 2011 (57,6 punti). Ora, delle copiacommissione piene e dei termini di consegna prorogati sono sinonimi di un maggiore utilizzo delle capacità.

Per quanto riguarda la produzione, ci si situa sempre nella zona di crescita (52,3 punti) malgrado la flessione della componente corrispondente. Al contrario, le componenti "stock delle materie prime", "stock dei prodotti finiti" e "occupazione" hanno terminato il mese di giugno nettamente al di sotto della soglia di crescita, con valori rispettivi di 43,7 punti, 43,2 punti e 45,1 punti.


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Ultima modifica 10.09.2015

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