Buon inizio d’anno per gli esportatori svizzeri

Interno di un grande capannone industriale pressoché vuoto, con un carrello elevatore sulla sinistra.

(06.03.2013) L'anno 2013 è cominciato piuttosto bene per le esportazioni svizzere. Secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) hanno fatto registrare un incremento del 4,5% in termini nominali rispetto al gennaio 2012, raggiungendo CHF 16,7 miliardi.

Sette dei nove principali rami hanno visto le proprie esportazioni aumentare durante il mese di gennaio. Quelli dell'industria dei generi alimentari bevande e tabacco hanno realizzato il 20,2% in più. L'orologeria (+10,8%), l'industria chimica e farmaceutica (+7,8%) e quella degli strumenti di precisione (+7,6%) hanno anch'esse avuto un forte incremento. Al contrario, l'industria delle macchine e dell'elettronica (-3,8%) e l'industria metallurgica (-4,1%) hanno subito importanti flessioni delle esportazioni.

L'Europa ha contribuito in maniera eterogenea a questa evoluzione: le vendite verso la zona euro sono aumentate del 7%, mentre quelle al di fuori dalla zona euro sono invece precipitate del 13% (Regno Unito e Danimarca in testa, -19% ciascuna). Le esportazioni verso l'Irlanda sono aumentate del 150%, incremento attribuibile innanzitutto alle vendite di prodotti agrochimici. L'Africa (+35%) ed il Nord America (+12%) sono i continenti che hanno incrementato i loro acquisti, al contrario dell'Oceania e del Sud America, che li hanno diminuiti (-4% ciascuno).

Le importazioni sono aumentate leggermente (+0,4%) al mese di gennaio, andando a raggiungere CHF 14,6 miliardi. Le importazioni di petrolio proveniente dalla Libia e dalla Nigeria hanno progredito fortemente, seguendo l'andamento dei mesi precedenti. In generale, la crescita delle importazioni ha oscillato tra +18% (prodotti energetici) e -6% (beni di consumo).


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Ultima modifica 10.09.2015

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