Aumenti salariali meno marcati quest’anno

Primo piano di un gioco da tavolo con una macchinina rossa ferma su una casella con la scritta Pay day.

(07.08.2013) Gli aumenti dei salari connessi alle convenzioni collettive di lavoro (CCL) sono meno importanti quest'anno rispetto al 2012. Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), gli aumenti reali toccano lo 0,8%, cioè un punto in meno rispetto allo scorso anno.

In termini nominali, i miglioramenti salariali negoziati dai partner sociali rappresentano lo 0,7%, mentre il rincaro previsto ammonta a -0,1%. Nel 2012, l'adattamento nominale era stato dell' 1,1% ed il rincaro del -0,7%.

I risultati dei negoziati legati alle principali CCL, cioè quelle che contano almeno 1'500 assoggettati, concernono circa 1'033'000 persone. Le discussioni che non hanno dato risultati, o che si sono concluse con una raccomandazione della parte patronale, toccano 59'000 dipendenti.

Considerando i singoli settori, i salari effettivi sono aumentati dello 0,3% nel settore secondario e dell' 1% nel terziario. Gli adattamenti più alti sono da cercare nelle attività dei servizi amministrativi e di sostegno (+1,7%), così come nella sanità e nell'azione sociale (+1,2%). I cambiamenti meno importanti toccano le costruzioni (+0,5%) e l'industria manifatturiera (0%).

Gli aumenti nominali registrati quest'anno sono ripartiti per lo 0,3% a titolo collettivo e lo 0,4% a titolo individuale. Solamente il 39% della massa salariale in più viene dunque attribuita in modo uguale ai dipendenti in questione, contro il 63% del 2012. È il settore terziario che vede la parte degli aumenti a titolo collettivo diminuire maggiormente a ritmo annuo (33% nel 2013 contro il 60% nel 2012).

L'UST precisa che nel 2013, circa 941'000 dipendenti sono toccati dagli accordi sui salari nominali. Questi ultimi sono cresciuti in media dello 0,6%. Nel settore secondario, l'aumento raggiunge solo lo 0,4%, contro lo 0,9% del settore terziario.


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Ultima modifica 10.09.2015

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