Un anno 2012 difficile per il settore alberghiero e la ristorazione

Tre cuochi, di cui sono inquadrate solo le braccia, dispongono file di frutta e verdura fresche.

(01.05.2013) L'anno 2012 si è rivelato difficile per il settore alberghiero svizzero e per la ristorazione in Svizzera. Secondo GastroSuisse, l'ammontare speso in media pro capite per acquistare pasti e bibite fuori casa è diminuito del 2% rispetto al 2011, raggiungendo i CHF 2'988.

Il calo delle cifre d'affari registrate dai circa 20'000 membri della federazione è dovuto sia alla clientela svizzera che a quella estera. GastroSuisse reputa che questo clima di consumo moroso derivi da un contesto economico e monetario teso. Al 4° trimestre, la situazione è comunque migliorata leggermente, restituendo fiducia al settore per il 2013.

Lo scorso anno, oltre la metà delle spese legate ai pasti fuori casa sono state effettuate, senza sorprese, durante l'ora di pranzo dalla popolazione attiva. Gli svizzeri prediligono in particolar modo i ristoranti tradizionali, nei quali spendono il 36% del loro budget per i pasti. Seguono, con il 20% la ristorazione collettiva e d'impresa.

Per quanto concerne le preferenze culinarie, i piatti a base di carne si posizionano in testa. Sono spesso accompagnati da acqua minerale (24%) e seguiti da un caffè, tè o una bibita a base di latte (30%). Il dessert preferito dagli svizzeri è il gelato, come rileva GastroSuisse.

In un futuro prossimo, il ramo alberghiero e della ristorazione, che conta oltre 214'000 impiegati, dovrà gestire diversi dossier politici che lo concernono da vicino. Oltre alla revisione della legge sulle derrate alimentari e quella sull'alcool, la federazione si chinerà sui dibattiti relativi all'imposta sul valore aggiunto (IVA).


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Ultima modifica 10.09.2015

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