Previsioni della crescita mondiale riviste al ribasso

Documenti con grafici di diverse tipologie disposti in modo disordinato e una penna.

(25.07.2012) La ripresa economica mondiale non è così dinamica come previsto. Per questo motivo il Fondo monetario internazionale (FMI) ha rivisto al ribasso le sue stime sulla crescita mondiale, che ammontano ormai al 3,5% (-0,1 punto) nel 2012 e al 3,9% (-0,2) nel 2013.

Nei paesi sviluppati, la crescita dovrebbe toccare l'1,4% (0 punti) nel 2012 e l'1,9% (-0,2) nel 2013. Nei paesi emergenti ed in quelli in via di sviluppo, l'aumento del PIL dovrebbe rallentare al 5,6% (-0,1) nel 2012, prima di aumentare nuovamente al 5,9% (-0,2) nel 2013.

Il FMI giustifica questa revisione in particolare con l'aumento delle incertezze rispetto all'evoluzione dei mercati finanziari nei paesi della periferia della zona euro e degli Stati Uniti. La situazione politica e finanziaria in Grecia ed i problemi del settore bancario in Spagna preoccupano particolarmente l'organizzazione.

Il FMI rileva inoltre che la crescita in diversi grandi paesi emergenti si è dimostrata più debole rispetto alle previsioni iniziali. L'aumento del PIL è difatti stato frenato in Brasile, India e Cina. Questo risultato si spiega con il deteriorarsi della congiuntura esterna ed il rallentamento della domanda interna che ha subito l'indurimento della politica economica nel 2012.

Inoltre, numerosi mercati emergenti subiscono la diminuzione sempre più importante del numero di investitori pronti ad assumersi dei rischi. Le incertezze riguardo alla crescita di questi paesi hanno provocato non solamente delle fughe di capitali, ma anche la diminuzione del corso delle azioni ed il deprezzamento della loro moneta.


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Ultima modifica 09.09.2015

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