Le PMI svizzere preoccupate per il 2012

Sala riunioni deserta con grandi finestre.

(18.01.2012) Le PMI svizzere iniziano l'anno 2012 in modo pacato. Il 46,6% di queste si aspetta infatti una stagnazione delle vendite rispetto al 2011, il 26,5% prevede un calo ed il 26,9% un incremento, secondo un sondaggio realizzato presso 4'200 membri dall'Associazione svizzera delle PMI (SKV). Soltanto il 10,5% delle società interpellate prevede un aumento dei margini e dei guadagni, mentre il 43,6% teme una diminuzione ed il 45,9% una stagnazione.

Nel 2011, il 36% delle PMI ha fatto registrare una crescita della propria cifra d'affari rispetto al 2010, il 37,5% una stagnazione ed il 26,5% una diminuzione. Durante questo periodo, gli effettivi sono stati rafforzati nel 20,4% delle imprese e ridotti nel 12,3% di queste.

Tra le rivendicazioni formulate dalle PMI, il 38,3% ha citato come punto principale la limitazione ad un giorno ogni quattro anni del tempo investito per la revisione dell'AVS, l'IVA e le imposte cantonali. Inoltre, più del 56,5% delle società considera molto importante che gli imprenditori abbiano la possibilità di seguire una formazione continua.

Tra gli altri desideri espressi figurano in particolare l'ottenimento facilitato dei crediti di prefinanziamento, così come una burocrazia più snella in materia di dogana, di imposte, di revisione ed anche dei permessi di costruzione. Al contempo, soltanto il 34% delle PMI ha indicato di formare apprendisti. Tuttavia, sono molte le imprese che si dichiarano pronte a farlo in caso di maggiore sostegno accordato da parte dalla Confederazione.


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Ultima modifica 09.09.2015

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