Forti disparità europee in materia di aiuti alle biotech

Una donna in camice bianco versa gocce ad una pianta con una pipetta.

(09.05.2012) I governi europei potrebbero compiere più sforzi per incoraggiare e sostenere le PMI attive nelle biotecnologie. È la conclusione di un rapporto di Ernst & Young e di EuropaBio, che coinvolge le politiche di 16 paesi europei, fra i quali la Svizzera.

Lo studio, presentato al Parlamento europeo dalla Commissione europea incaricata della ricerca, dell'innovazione e della scienza, passa in rassegna le misure implementate dai poteri politici dei diversi paesi sul piano fiscale, finanziario e regolamentare nel settore della biotecnologia. Paragona le possibilità di finanziamento delle PMI attive in questo settore.

Principale constatazione, le importanti disparità tra i quadri regolamentari e politici concernenti le imprese di biotecnologia in Europa mettono a repentaglio l'efficacia delle misure implementate.

Gli autori dello studio incoraggiano l'Europa a dotarsi di una politica fiscale e di condizioni quadro comuni al fine di rafforzare la competitività della regione nel settore della biotecnologia, e militano per un accesso facilitato al finanziamento delle PMI.

Da questo studio emana che la Svizzera non ha nulla di cui vergognarsi rispetto ai vicini europei, ma che degli sforzi supplementari potrebbero essere fatti, soprattutto per quanto concerne la mancanza di sovvenzioni delle imprese innovatrici per le loro attività di ricerca e sviluppo.

Incoraggia la Svizzera a procedere ad un' armonizzazione a livello federale delle condizioni fiscali accordate dai cantoni nel settore della proprietà intellettuale.


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Ultima modifica 09.09.2015

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