L’economia europea entra in recessione

Lente d'ingrandimento posata sul grafico di un articolo di giornale.

(22.08.2012) L'attività economica della zona euro e dell'Unione europea (UE), principali partner commerciali della Svizzera, è diminuita nel corso del secondo trimestre 2012. Il PIL è calato dello 0,2% nelle due zone, secondo Eurostat.

In un anno, il PIL destagionalizzato ha fatto registrare una flessione dello 0,4% nella zona euro e dello 0,2% nell'UE. Questi nuovi dati negativi fanno ufficialmente entrare l'economia europea in recessione. Nel corso dei primi tre mesi dell'anno 2012, la crescita era stata nulla sia nella zona euro che nei 27 paesi dell'UE.

Ad eccezione della Grecia, le cui variazioni trimestrali non sono conosciute, il Portogallo (-1,2%) e la Finlandia (-1,0%) hanno fatto segnare performance meno buone al 2° trimestre rispetto al 1°, seguite da Cipro (-0,8%), dal Regno Unito (-0,7%), dall'Italia (-0,7%) e dal Belgio (-0,6%). La Germania (+0,3%) e la Francia (0,0%) sono riuscite a mantenersi a galla, mentre la Svezia se l'è cavata meglio (+1,4%). In Grecia, l'economia si è contratta del 6,2% su scala annuale.

Per quanto concerne i paesi fuori dall'Europa, il PIL degli Stati Uniti è aumentato dello 0,4% al 2° trimestre 2012 rispetto al trimestre precedente, secondo Eurostat. La crescita è stata positiva anche in Giappone, con una progressione dello 0,3% al 2° trimestre, contro un incremento dell'1,3% al trimestre precedente. Sull'arco di un anno, il PIL degli Stati Uniti è cresciuto del 2,2% e quello del Giappone del 3,6%. In Svizzera, la crescita si è fissata allo 0,7% al 1° trimestre 2012.


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Ultima modifica 10.09.2015

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