Debole aumento del PIL nel 2013

Due omini giocattolo in giacca e cravatta posati su di un documento con un grafico.

(05.12.2012) Non splendente, ma nettamente più favorevole rispetto alla maggior parte dei paesi della zona euro: è in questi termini che economiesuisse descrive la situazione dell'economia nazionale. L'organizzazione centrale conta su di una crescita dello 0,6% nel 2013.

Per il 2012, questa dovrebbe stabilirsi sullo 0,9%. L'economia svizzera è sostenuta dalla resistenza del mercato interno, soprattutto dell'industria delle costruzioni, del commercio al dettaglio e delle assicurazioni. Ma è segnata dalle difficoltà in quasi tutti i settori dell'esportazione, che sono penalizzati dal franco forte.

L'ambito europeo resta preoccupante per le aziende svizzere: la crisi dell'indebitamento dovrebbe protrarsi in Europa per almeno due o tre anni. Secondo economiesuisse, il tasso di crescita della zona euro sarà negativo sia nel 2012 (-0,4%) che nel 2013 (-0,5%). In questo contesto sfavorevole, l'organizzazione considera indispensabile il mantenimento del tasso di cambio minimo con l'euro.

Esistono forti disparità da settore a settore per quanto riguarda le prospettive di crescita nel 2013. L'industria dell'orologeria, la farmaceutica e l'aeronautica dovrebbero figurare tra i vincitori dei settori di esportazione. Al contrario, l'industria dei macchinari, degli equipaggiamenti elettrici e dei metalli, quelle dei tessili, della carta e della plastica, dell'agroalimentare, delle banche e del turismo continueranno a patire della crisi della zona euro.

Sul piano della disoccupazione, la flessione della crescita dovrebbe tradursi con una leggera diminuzione della domanda di manodopera ed una diminuzione dell'immigrazione. Per il 2013, economiesuisse prevede un tasso di disoccupazione del 3,3% in media, contro il 2,9% di quest'anno.


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Ultima modifica 10.09.2015

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