Crisi dell’euro: bene o male la Svizzera resiste

Pile di monete di euro appoggiate sopra a un documento con la scritta Wirtschaft e alcuni grafici.

(13.06.2012) Presa in trappola dalla crisi europea e dal franco forte, la Svizzera deve lottare per mantenere la sua competitività. Il paese dovrebbe comunque realizzare una crescita del PIL dello 0,9% e dello 0,8% nel 2013, secondo uno studio di Economiesuisse.

Confrontata con numerose sfide, l'economia svizzera deve battersi per conservare le sue parti di mercato. La forza del franco impone misure di ottimizzazione dei costi per le imprese svizzere, che sono costrette ad aumentare la loro produttività e la loro capacità d'innovazione, constata Economiesuisse. Se l'industria esportatrice svizzera ha finora incassato bene il colpo sferrato dai tassi di cambio sfavorevoli, la situazione inquietante dei vicini europei influenza negativamente le ordinazioni presso le imprese svizzere. Anche la Germania, la cui solida congiuntura ha continuato a sostenere la svizzera, dovrebbe subire una crescita negativa a causa della crisi.

Le ripercussioni della cattiva congiuntura europea si fanno sentire in particolar modo sul settore turistico, che prevede una flessione del numero di visitatori europei in Svizzera quest'anno. La finanza non dovrebbe comunque risentirne troppo, tenuto conto dei costi espressi in franchi e dei guadagni realizzati in altre monete, così come l'industria della chimica e della farmaceutica, le quali hanno preso delle misure per accrescere la loro efficacia. Il grande vincitore dell'industria svizzera è senz'altro l'industria orologiera, che continua a beneficiare di una forte domanda proveniente dai paesi emergenti, Asia in testa.

La situazione è invece tutt'altra per l'industria delle macchine, della carta e del tessile, che devono far fronte ad importanti diminuzioni dei prezzi e dei volumi. In quest'ottica, Economiesuisse prevede un leggero calo delle esportazioni dello 0,6% per il 2012 e dell'1% per il 2013. Degli incrementi salariali ridotti potranno comunque verificarsi in autunno.

Gli autori del rapporto rilevano che il consumo delle famiglie e la costruzione per privati non smettono di crescere. La disoccupazione in Svizzera dovrebbe restare abbastanza stabile nel 2012 e 2013, con tassi rispettivamente del 3,3% e del 3,5%. L'inflazione dovrebbe invece essere contenuta dalla deflazione sui prezzi all'importazione, pur se Economiesuisse prevede un leggero calo dei prezzi sul mercato interno nel 2012, ed una certa stabilità per il 2013.


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Ultima modifica 09.09.2015

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