Il commercio estero segnato dal franco forte nel 2011

Piano ravvicinato su banconote e monete di franchi svizzeri

(15.02.2012) Il franco forte e il degrado della congiuntura mondiale hanno segnato il commercio estero svizzero nel 2011. Secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), le esportazioni hanno avuto un debole incremento del 2%, mentre le importazioni hanno stagnato (-0,1%).

La bilancia commerciale - calcolata sottraendo le importazioni dalle esportazioni - fa registrare un eccedente record di CHF 24 miliardi, ovvero un incremento del 22% rispetto al 2010. Il settore della chimica apporta il maggior contributo a questo saldo positivo (CHF 37 miliardi). Al contrario, il saldo più negativo proviene dal ramo delle autovetture (CHF 12 miliardi).

Se le esportazioni sono aumentate nel 2011, la maggior parte dei rami ha avuto andamenti negativi. Per far fronte al franco forte, gli esportatori hanno abbassato i prezzi del 5,5%, dato che corrisponde alla più forte riduzione mai registrata.

Con una crescita estremamente forte (+19%), l'orologeria ha avuto il ruolo di locomotiva delle esportazioni. Altri tre settori sono progrediti, pur se ad un ritmo molto meno sostenuto rispetto a quello dell'orologeria: l'industria metallurgica (+2,2%), quella delle macchine e dell'elettronica (+1,2%) e quella delle derrate alimentari, bevande e tabacco (+0,6%). Gli altri rami si situano tutti nelle cifre rosse. Le esportazioni sono cresciute su tutti i continenti, fatta eccezione per l'Africa e l'Unione europea. La Germania resta il principale sbocco ed fa segnare una crescita del 6%.

Per quanto concerne i settori importatori, la crescita più importante è stata registrata nei prodotti energetici (+11%). Le importazioni hanno stagnato a causa delle evoluzioni divergenti a livello geografico. Mentre l'America del Nord e l'Asia accusano un calo del 6%, l'America latina fa segnare una crescita del 7%.


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Ultima modifica 09.09.2015

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