Prospettive di crescita ottimistiche per il 2011

Una calcolatrice dorata è posata sopra un foglio bianco sul quale una mano dispone delle spille da balia dorate a formare un grafico dall'andamento altalenante.

(20.04.2011) La crescita economica dei paesi del G7 - Giappone a parte - potrebbe ammontare al 3% circa nel corso del primo semestre 2011. È quanto rivela l'OCD nella sua ultima valutazione economica periodica. Questa crescita dovrebbe essere accompagnata da un incremento dell'investimento del settore privato e da una stimolazione della ripresa attraverso il commercio.

Le prospettive economiche si annunciano quindi più ottimistiche rispetto a qualche mese fa. "Le prospettive di crescita sono più elevate attraverso tutta la zona OECD, e la ripresa diventa autonoma; di conseguenza il bisogno di sostegno budgetario o di politica monetaria sarà meno importante", sottolinea in un comunicato Pier Carlo Padoan, capo economista dell'OECD.

Il tasso di disoccupazione della zona OECD resta tuttavia del 2% più elevato rispetto al livello dell'inizio della crisi. Per quanto concerne l'inflazione, le previsioni non cessano di essere riviste al rialzo a causa della crescita dei prezzi delle materie prime. Da notare che l'inflazione sottostante resta moderata, a causa degli eccedenti di capacità che esistono sui mercati del lavoro e dei prodotti.

Il possibile rialzo dei prezzi del petrolio, l'instabilità nelle regioni del Medio Oriente e del Nord Africa, così come quelle legate ai rischi del debito sovrano alla periferia della zona euro, rappresentano dei fattori che possono frenare l'attività economica a breve termine.

Il rapporto sottolinea tuttavia che la crescita economica trarrà vantaggio dal dinamismo degli investimenti privati, in quanto i bilanci non finanziari delle imprese sembrano essere piuttosto equilibrati. Inoltre, malgrado la persistenza della disoccupazione, il mercato del lavoro va meglio del previsto e potrebbe influenzare positivamente il consumo privato.

Secondo l'OECD è ancora troppo presto per stimare i costi reali sull'economia giapponese del disastro che ha toccato il paese il mese scorso. La perdita in termini di capitale fisico (beni immobiliari e materiali di produzione) potrebbe essere quantificata tra il 3,3% ed il 5,2% del PIL, secondo le prime stime delle autorità giapponesi.


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Ultima modifica 08.09.2015

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