L’OCSE abbassa le sue prospettive di crescita per la Svizzera

Primo piano di un articolo di giornale in inglese con un grafico dall'andamento altalenante.

(07.12.2011) L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha rivisto al ribasso le sue prospettive di crescita per la Svizzera. Il prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere dell'1,8% nel 2011 e dello 0,8% nel 2012, secondo l'OCSE, che prevedeva precedentemente un incremento del 2,7% per il 2011 e del 2,5% l'anno successivo. Questa nuova valutazione è dovuta al rallentamento delle esportazioni ed alla forza del franco svizzero, che ha frenato l'economia elvetica al 2° trimestre 2011.

La progressione del mercato del lavoro dovrebbe restare moderata fino alla metà del 2012, secondo l'organizzazione, che anticipa un aumento del tasso di disoccupazione fino a questo periodo. Il tasso d'inflazione non dovrebbe invece aumentare fino alla fine del 2013.

Le previsioni di crescita sono in ribasso anche per il resto dei paesi dell'OCSE. Mentre lo scorso mese di maggio l'OCSE prevedeva un incremento globale del PIL del 2,3% nel 2011 e del 2,8% nel 2012, si è ora passati rispettivamente all'1,9% ed all'1,6%.

La crisi del debito che ha colpito la zona euro resta la principale minaccia che sovrasta l'economia mondiale, indica l'organizzazione, che teme che questa possa estendersi a diversi altri stati. Ha quindi chiamato a prendere misure decisive per evitare un tale scenario. Queste devono in particolare assumere la forma di un rafforzamento sostanziale delle capacità del Fondo europeo di stabilità finanziaria e di un accesso facilitato alle risorse della Banca centrale europea. L'OCSE chiede anche dei governi più severi in materia budgetaria.

Parallelamente, il miglioramento della congiuntura mondiale dipenderà anche dall'adozione negli Stati Uniti di un programma budgetario credibile a medio termine.


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Ultima modifica 09.09.2015

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