In luglio il commercio estero resiste alla forza del franco

File colorate di container impilati in un deposito a cielo aperto.

(31.08.2011) Mentre numerosi settori economici temono gli effetti negativi della forza del franco, le ultime statistiche dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) mostrano una progressione del commercio estero.

Corrette di un giorno feriale in meno rispetto al luglio 2010, in luglio le esportazioni sono aumentate del 3,3% in termini nominali rispetto all'anno precedente, stabilendosi a 16,6 miliardi di CHF. Le importazioni sono invece cresciute del 2,4%, raggiungendo i 13,8 miliardi di CHF. La bilancia commerciale ha raggiunto un eccedente di 2,8 miliardi di CHF.

L'AFD sottolinea tuttavia che la tendenza al rallentamento si manifesta a livello dei prezzi. Questi sono infatti diminuiti in entrambe le direzioni del traffico.

Per quanto concerne le esportazioni nominali, i prezzi hanno fatto registrare una diminuzione del 5,3%. Senza tenere conto del calo dei prezzi dei prodotti farmaceutici, sono diminuiti del 4,6%. Solo 3 industrie su 10 hanno fatto segnare un aumento delle esportazioni rispetto a luglio 2010: l'orologeria, le derrate alimentari, bibite e tabacco, così come l'industria delle macchine e dell'elettronica. L'orologeria è ancora una volta in progressione, facendo registrare un forte aumento delle esportazioni, del 21,2%.

Le spedizioni verso Hong Kong (+35,9%), l'Australia (+31,4%) e la Cina (+27,7%) hanno avuto un incremento notevole. Al contrario, le esportazioni verso il Portogallo e la Grecia sono diminuite rispettivamente del 32, 7% e del 26,4%.

I prezzi delle importazioni nominali hanno subito una flessione del 3,5%, tasso che corrisponde al 2,6% se si esclude il settore farmaceutico. Soltanto i prodotti energetici hanno fatto registrare un aumento delle importazioni, a causa del forte incremento dei prezzi in questo settore. Gli acquisti all'estero di beni d'investimento, in particolare di macchine ed apparecchi, sono drasticamente diminuiti. Fatta eccezione per l'Oceania e l'Asia, in particolare il Vietnam, tutti i continenti hanno fatto segnare una diminuzione delle importazioni.


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Ultima modifica 08.09.2015

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