Il commercio estero resta robusto

Interno di un grande deposito con merci imballate e un magazziniere con elmetto e gilet protettivo che verifica della merce.

(02.03.2011) In gennaio, il commercio estero svizzero si è mantenuto in crescita. Tuttavia, secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), il rallentamento osservato negli ultimi mesi si riconferma.

I settori esportatori hanno sofferto, in particolare a causa della pressione sui prezzi, i quali sono crollati del 9,1% in un anno. La bilancia commerciale chiude con un eccedente di 2 miliardi di CHF, in calo del 18% su un anno.

Le esportazioni sono aumentate del 5% in termini nominali, stabilendosi a 15,2 miliardi di CHF. Le importazioni sono invece aumentate del 9,4% a 13,3 miliardi di CHF.

In gennaio, 7 rami su 10 hanno visto le proprie esportazioni in aumento. Il trio di testa è costituito dall'industria metallurgica, dalla meccanica ed elettronica, così come l'industria orologiera. La chimica è invece in calo del 5% in un anno.

Per quanto concerne le destinazioni, la Germania, la Cina e gli Stati Uniti assorbono i tre quarti della crescita delle esportazioni. Al contrario, Giappone, Spagna, India e Grecia fanno registrare dei cali.

Le importazioni si sono intensificate per tutti i gruppi. Nelle materie prime ed i semi prodotti, le forniture di orologeria hanno fatto segnare un balzo del 60%. Nel settore dei beni di consumo, i gioielli, le auto ed i medicamenti fanno registrare i risultati migliori. I veicoli utilitari stradali, le macchine motrici e quelle per la produzione hanno pure segnato una netta progressione.

Africa a parte (-21%), tutti i continenti hanno progredito nelle importazioni. L'Asia e l'UE hanno aumentato di un decimo e gli Stati Uniti del 4%. La Germania, l'Austria, la Francia e l'Italia hanno anch'esse dato prova di vitalità, facendo registrare una crescita compresa tra il 9% ed il 12%.


Informazione

Ultima modifica 08.09.2015

Inizio pagina

https://www.kmu.admin.ch/content/kmu/it/home/attualita/news/2011/il-commercio-estero-resta-robusto.html