Il franco forte rallenta il commercio estero in agosto

Lungo treno merci inquadrato in scorcio in un contesto naturale, sullo sfondo di un cielo nuvoloso.

(28.09.2011) Sotto l'effetto del franco forte, il commercio estero svizzero è andato in rosso nell'agosto 2011. Secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), le esportazioni sono diminuite del 4,1% in valore nominale, ovvero 13,9 miliardi di CHF, e le importazioni del 6,4%, 13,1 miliardi di CHF.

Per quanto concerne le esportazioni, tutti i rami hanno subito una flessione o una stagnazione, fatta eccezione per l'orologeria. Il settore dell'industria e delle arti grafiche ne ha risentito maggiormente, con una diminuzione del 24,1%. L'industria tessile ha anch'essa patito un forte calo (-16%). Al contrario, l'orologeria fa segnare una crescita del 16,4%. L'abbigliamento, così come le derrate alimentari, le bevande ed il tabacco, hanno fatto registrare una stagnazione.

Nelle importazioni, solo il settore energetico ha dato segni di progressione (+28,5%). La diminuzione più forte proviene dai beni di consumo (-11,5%). I beni d'investimento sono diminuiti dell'8,9%, in particolare a causa del tonfo del settore aeronautico. Infine, le materie prime ed i semiprodotti sono diminuiti del 5,3%.

Le esportazioni sono in calo verso tutti i continenti ad eccezione dell'Oceania (+21,1%). Le spedizioni verso l'Africa sono diminuite drasticamente (-34%). Al contrario, il continente africano si piazza in testa alla classifica relativa al livello delle importazioni (+67,4%). L'Asia (-30,8%) mostra invece la diminuzione più marcata.

Al mese di agosto, la bilancia commerciale elvetica chiude con un eccedente di 808 milioni di CHF, una cifra in calo rispetto al mese precedente, ma in aumento del 50% su scala annuale.


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Ultima modifica 08.09.2015

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