La forza del franco, principale fonte di inquietudine per le PMI

Dietro la vetrata di un ufficio, quattro persone discutono attorno ad un tavolo.

(17.08.2011) Se la quasi totalità delle PMI svizzere (94%) reputa che i propri affari vadano ancora bene, l'ottimismo è però in calo dall'inizio dell'anno. La forza del franco svizzero costituisce la principale fonte di inquietudine delle imprese interpellate da Ernst & Young.

Di fronte alle incertezze, solo una PMI su tre (34%) si aspetta un miglioramento della situazione commerciale, mentre all'inizio del 2011 questo tasso si elevava al 43%. Il numero delle società che reputano buono l'andamento dei propri affari è pure in calo, dal 61% al 41%.

Tre punti in particolare suscitano inquietudine: il franco forte, citato dal 61% dei sondati, l'aumento dei prezzi delle materie prime e dell'energia, ed anche la crisi europea del debito. Un terzo delle PMI ha dichiarato di subire perdite a causa dell'evoluzione attuale sui mercati di cambio, e l'11% annuncia addirittura di aver subito perdite sostanziali. Questa situazione ha forzato le imprese in questione ad adottare misure di risparmio, se non addirittura di procedere a licenziamenti o a diminuzioni dei salari.

Nonostante prospettive congiunturali piuttosto negative, certe PMI sembrano sempre pronte ad investire e ad aumentare i propri effettivi. Un quarto delle imprese interpellate prevede infatti di creare posti di lavoro, contro il 7% che desidera ridurre il numero di impiegati. Queste cifre annunciano la continuità del miglioramento sul mercato del lavoro, secondo lo studio Ernst & Young.

Inoltre, la mancanza di personale qualificato resta un problema importante: il 50% delle PMI subisce delle perdite a causa di posti di lavoro impossibili da attribuire. Le difficoltà di assunzione sono particolarmente sentite nel settore del marketing, della distribuzione e della produzione.

Ultima modifica 08.09.2015

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